Ex "Ceramiche Brunelleschi". Qual'era l'importanza della pescaia, della Pieve e le Gualchiere?

Redazione Nuova Brunelleschi
visibility293 - OkValdisieve - venerdì 31 luglio 2020

Nuova Brunelleschi - Recupero ex-fornace delle Sieci

Stiamo ideando un progetto partecipato per recuperare l'area della ex fornace delle Sieci. Raccoglieremo tutti i suggerimenti, i pareri e le richieste della popolazione, facci sapere i tuoi
Una cartolina d'epoca raffigurante "Le Gualchiere di Remole"
Una cartolina d'epoca raffigurante "Le Gualchiere di Remole" © Nuova Brunelleschi

In queste settimane Ok!Valdisieve vi ha mostrato passato, presente e (possibile) futuro dell'area della Ex "Ceramiche Brunelleschi" a Sieci (Pontassieve) grazie alle video-interviste della rubrica "Nuova Brunelleschi,immaginare il futuro guardando al passato".

Per il mese di agosto le riprese e la pubblicazione di contenuti video per la rubrica si fermerà temporaneamente. Continueremo, tuttavia, a postare contenuti di tipo informativo in merito alla storia ed il possibile progetto di recupero dell'area.

A voi una nuova pillola storica sulla Ex "Ceramiche Brunelleschi", l'importanza nell'epoca della combinazione degli elementi fra la Fabbrica, la Pieve di San Giovanni Battista a Remole, la Pescaia dell'Arte della Lana e le Gualchiere:

"LA FORNACE E IL TERRITORIO,LA PIEVE,LA PESCAIA E LE GUALCHIERE.

I rapporti della fornace con il territorio sono stati e continuano ad essere di grande peso e rilevanza.

Alla fine del 1700, epoca in cui risalgono le prime memorie della fornace degli Albizi, l’abitato delle Sieci non era che un grosso territorio rurale coincidente con la fattoria del Poggio a Remole. Le poche case di cui si componeva erano poste alla confluenza del torrente Sieci con l’Arno, in prossimità della Pescaia dell’Arte della Lana, mentre nei luoghi del successivo centro abitato appaiono dai documenti dell’epoca solo la Pieve di San Giovanni a Remole e poche case coloniche.

Da sempre il fiume è stato il fulcro degli insediamenti artigianali, come dimostrano le antiche gualchiere sorte in prossimità dei luoghi della fornace, le quali sfruttavano la forza motrice e l’acqua del fiume per la lavorazione dei panni di lana.

La pescaia costruita per conto dell’Arte della Lana, convogliava in appositi canali l’acqua necessaria al funzionamento delle gualchiere.In questi luoghi già da tempo caratterizzati dalla presenza di insediamenti produttivi nasce e si sviluppa la fornace degli Albizi. E’ facile intuire come la sua presenza abbia indotto , fino dalle origini, la nascita di un centro abitato, che si sviluppa lungo la “strada postale “ Aretina, attorno alla pieve di San Giovanni a Remole, diventando parte essenziale e inscindibile del “genius loci” e della storia della valle."

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