Operazione Carabinieri. Ditta accusata di estorsione e collegamenti con il clan mafioso

Collegamenti che sarebbero stati sfruttati per ottenere illecita concorrenza nel settore degli appalti.

Cronaca
visibility370 - giovedì 15 aprile 2021
di Redazione OK!Valdisieve
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Carabinieri © Fotocronache Germogli

Come già abbiamo scritto dall’alba di oggi (giovedì 15 aprile 2021), il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, unitamente al Comando Provinciale CC di Livorno, con il supporto dei Comandi Carabinieri di Toscana, Liguria, Lombardia, Lazio, Sardegna, del 4° Nucleo Elicotteri CC di Pisa, del Nucleo Cinofili CC di Firenze CASTELLO, del 6° Btg CC “Toscana”, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere/domiciliari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, su richiesta della locale D.D.A. (Sost. Proc. dott. Eligio Paolini), nei confronti di 171 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, illecita concorrenza con violenza e minaccia, sub-appalto irregolare ed altro, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, il tutto aggravato sia dal metodo mafioso che dall’avere agevolato la Cosca GALLACE di Guardavalle (CZ). 

I provvedimenti, che colpiscono su due distinti piani (imprenditoriale/narcotraffico) soggetti e imprenditori contigui alla Cosca GALLACE di Guardavalle (CZ), derivano da una complessa indagine condotta dal ROS (articolazione di Firenze) e dal Comando Provinciale CC di Livorno strutturata su due filoni reciprocamente convergenti: 

1) il primo relativo all’ingente approvvigionamento di cocaina da parte della Cosca calabrese e la successiva distribuzione in Toscana, nel cui ambito è stato arrestato – inchiesta durante - un importante latitante di ‘Ndrangheta (segmento “GEPPO”);

2) il secondo riguarda l’infiltrazione in Toscana della Cosca GALLACE nel settore del conferimento inerti attraverso il controllo diretto su una storica azienda mugellana, la quale ha condizionato la concorrenza locale (imponendo la forza criminale della consorteria mafiosa) aggiudicandosi importanti commesse pubbliche a discapito di altre aziende di settore (segmento “CALATRURIA”).

Globalmente l’indagine, i cui primi accertamenti risalgono alla fine del 2018, si è evoluta su 2 direttrici principali:

(1) controllo del mercato del movimento terra (estorsioni e illecita concorrenza) in diverse provincie toscane, mediante attività estorsive e illecita concorrenza con violenza/minaccia, posto in essere da soggetti di vertice della storica impresa di settore “CANTINI Marino srl” di Vicchio (FI) per il tramite dell’impresario CANTINI Graziano e del suo principale collaboratore VERDIGLIONE Nicola, i quali – direttamente collegati a soggetti organici al Clan GALLACE (VITALE Domenico/CHIEFARI Nicola) – hanno scientemente sfruttato la forza della consorteria mafiosa per imporsi sul mercato del movimento terra/fornitura inerti a discapito di aziende concorrenti, “infiltrandosi” di fatto in importanti commesse pubbliche in Toscana. Dette condotte sono state poste in essere a carico di diversi imprenditori/tecnici di settore in relazione alla fornitura di materiale per i lavori da eseguire in un importante cantiere relativo ad un appalto milionario nella zona di Castelfiorentino/Empoli2. 

Parimenti sono stati riscontrati legami di comodo con la Pubblica Amministrazione aretina (Consorzio Bonifica Valdarno) per l’assegnazione diretta di lavori per importi contenuti (sotto soglia), su cui sono in corso approfondimenti investigativi.

Tra gli episodi contestati svetta l’estorsione posta in essere a carico di un impresario calabrese con il concorso dell’imprenditore crotonese LEROSE Francesco, arrestato in data odierna anche nella parallela indagine antimafia della Procura Distrettuale di Firenze1, per reati in materia di smaltimento illecito di rifiuti ed altro, aggravati dall’agevolazione mafiosa (Operazione “KEU”). 

Al riguardo le parole usate dal GIP nell’ordinanza: “il rilevante compendio probatorio raccolto nel procedimento evidenzia, al di là degli episodi clamorosi di intimidazione, un sodalizio tra gli indagati … finalizzato ad acquisire il monopolio di attività economiche del settore cui opera la CANTINI Marino srl, strettamente collegata FIGLINESE Inerti srl, nonché (in maniera meno “scoperta”, dato lo spessore criminale dei suoi componenti) la IDROGEO srl (con la precisazione che rispetto a quest’ultima il quadro probatorio non può ritenersi esaustivo). L’acquisizione di questo monopolio di fatto è resa possibile dalla presenza di due grossi esponenti della criminalità calabrese, operanti in Toscana nel Valdarno da epoca risalente, che non si limitano a dare il proprio benestare ma altresì influiscono, con la forza intimidatrice della organizzazione criminale di appartenenza, in modo da determinare equilibri che fuoriescono da quelli normali del libero mercato, secondo una logica non concorrenziale bensì impositiva e di assoggettamento”;

(2) narcotraffico internazionale, ha portato al sequestro totale di circa kg. 191 circa di cocaina (maggio 2017 – agosto 2019) nel cui contesto è maturato – sempre a cura dei Carabinieri di Livorno e del ROS – la localizzazione e l’arresto del latitante RIITANO Francesco (agosto 2019) individuato sotto falso nome a Giardini Naxos (ME), in quanto destinatario di un provvedimento cautelare del GIP di Milano (indagine “Area 51”)2 emesso a coronamento di un’indagine antidroga dei Carabinieri di Milano e ROS. Il citato latitante è stato individuato grazie al suo solido legame con l’indagato VITALE Domenico, il quale lo incontrava periodicamente in località segrete come emerso nell’inchiesta.
Il duo RIITANO/VITALE rappresenta il vertice del gruppo, diretta emanazione della Cosca GALLACE: in questo filone investigativo veniva individuata una base logistica in provincia di Pisa, presso il capannone di uno degli indagati, utilizzato sia per stoccare grosse quantità di stupefacente che per occultare armi, parte delle quali venivano sequestrate lo scorso 7 gennaio 2021 dai Carabinieri di Livorno in occasione di un’operazione – collegata alla presente inchiesta – condotta dalla DDA di Cagliari, che portava all’arresto di DESSI’ Robertino (tra gli odierni arrestati), in quanto organico ad un ulteriore gruppo criminale di matrice sarda specializzato in assalti a furgoni portavalori. La sinergia tra i Carabinieri di Livorno e Cagliari portava al sequestro, in data 31 luglio 2021 a Cagliari, di un imponente quantitativo di armi ed esplosivo destinato agli assalti.

Nel corso dell’odierna operazione, oltre agli arresti, sono in corso numerose perquisizioni anche a carico delle società del settore edile interessate a lucrare dalle condotte mafiose del gruppo smantellato in data odierna.
Contemporaneamente è in esecuzione un ulteriore ordinanza di custodia cautelare per traffico di internazionale di sostanze stupefacenti a cura della Guardia di Finanza su mandato della D.D.A. di Catanzaro all’indirizzo di esponenti della Cosca GALLACE di Guardavalle (CZ) [Operazione “MOLO 13”]. 

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