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Alla scoperta del progetto "Le valli" alle pendici del Falterona

Le Valli è una località del comune di San Godenzo dove sono giunto per la prima volta nel 2008... scrive Andrea Papi

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Pian di Bocci 2012 Pian di Bocci 2012 © Andrea Papi
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Mi trovavo a camminare in una zona panoramica esplorando le zone sopra l’abitato di Montaonda, quando vidi, non troppo in lontananza, un insieme di edifici in mezzo al bosco costruiti su un pendio in falsopiano. Già si intuiva, anche a quella distanza, che erano stati abbandonati da tempo per lo stato delle coperture che, anche se solo in parte, erano andate giù. Ecco l’antefatto da cui è iniziato il progetto che da quel luogo ha preso il nome, il Progetto Le Valli, appunto. La mia formazione da architetto (anche se poi ho preferito seguire la pittura) mi ha portato a subire il fascino delle numerose case sparse abbandonate dell’Appennino fiorentino, che ho fotografato negli anni, incontrate o cercate camminando in montagna. Il comune di San Godenzo negli anni 1992 - 94 fece un censimento del patrimonio edilizio extraurbano e circa la metà delle case sparse risultò in stato di abbandono.

Case, stalle, terreni che formavano poderi non più abitati e coltivati. I motivi dell’abbandono sono noti, nel secondo dopoguerra gli abitanti delle campagne in grande numero sono andati nei paesi e in città alla ricerca di condizioni migliori di vita. A maggior ragione gli abitanti della montagna, dove si aggiungeva il problema dell’isolamento, considerato che alcune di queste case erano raggiungibili in alcuni casi anche dopo ore di cammino. Con il degrado conseguente all’abbandono si è perduta anche la fitta rete di sentieri (le strade vicinali) che servivano a mettere in comunicazione tra loro le case e quindi le famiglie che le abitavano. Oggi in molte località rimane ben poco delle antiche costruzioni, in alcuni casi solo un cumulo di sassi, altre sono diventate addirittura inaccessibili, perse in un fitto bosco e il loro nome rimane presente solo sulle mappe. Altre ancora, come per esempio Selva, Arzale, Forcone sono sfuggite al censimento e si è cancellata anche il loro presenza.

Per questi motivi il Progetto Le Valli si propone di mantenere la memoria dei manufatti abitativi costruiti in un territorio un tempo abitato, che oggi non lo è più ed è ridiventato naturale. Nell’idea del progetto non c’è nessuna opposizione tra il passato, presente e futuro, solo il bisogno di documentare le costruzioni dove si svolgeva la vita che c’è stata prima di noi. Questo vale anche per la viabilità di quel tempo, le tante “strade”, alcune delle quali esistono ancora e sono diventate oggi sentieri CAI.

Il progetto è stato reso fruibile al pubblico nel 2011 con la creazione del sito internet www.progettolevalli.org che via via è stato aggiornato e dove attualmente è visibile tutta la documentazione prodotta relativa alle iniziative (workshop, mostre, conferenze) che ogni anno sono state realizzate.

L’anno successivo è stato realizzato il blog: https://progettolevalli.blogspot.com dove vengono pubblicati articoli di approfondimento su argomenti inerenti il progetto.Dal 2012 al 2020 il progetto, che è ideato e portato avanti da un artista, ha partecipato alla Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani).

Nello stesso anno il video di documentazione su cinque edifici in abbandono, che ho realizzato nell’ambito del progetto è invitato a MEDIARC, Festival internazionale di architettura in video. Questo è il primo di una breve serie di articoli sul Progetto Le Valli, il prossimo sarà dedicato all’obiettivo attuale del progetto, il recupero di un piccolo edificio in rovina situato in località Le Valli, l’oratorio della Madonna del Carmine.

Articolo di Andrea Papi, autore del progetto.

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