Torna al centro dell’attenzione istituzionale il progetto del nuovo ponte sull’Arno tra Figline Incisa Valdarno e Reggello, infrastruttura considerata strategica per l’intero sistema viario del Valdarno. Il tema è stato rilanciato da un’iniziativa coordinata promossa da esponenti di Casa Riformista, con la presentazione di interrogazioni parallele in Regione Toscana e in Città Metropolitana di Firenze.
Il consigliere regionale Francesco Casini e il consigliere metropolitano Enrico Marchi hanno infatti chiesto aggiornamenti puntuali sullo stato di avanzamento dell’opera, sottolineando la necessità di maggiore chiarezza sui tempi di realizzazione e sul quadro complessivo delle risorse disponibili. L’intervento infrastrutturale è ritenuto centrale per migliorare la viabilità dell’area, ridurre la congestione del traffico in prossimità dell’attraversamento di Matassino e rafforzare i collegamenti tra le province di Firenze e Arezzo, anche in relazione alla variante alla strada regionale 69.
Negli anni sono stati compiuti alcuni passi avanti, in particolare sul piano della progettazione, sostenuta da finanziamenti regionali. Tuttavia, l’iter amministrativo e tecnico risulta ancora in fase preliminare rispetto alla realizzazione concreta dell’opera, che da oltre quindici anni è oggetto di discussione e pianificazione senza essere giunta alla fase esecutiva.
Le interrogazioni presentate puntano a ottenere un cronoprogramma aggiornato che definisca con precisione le prossime fasi, dall’eventuale completamento della progettazione fino all’avvio dei lavori. Particolare attenzione è rivolta anche alla sostenibilità economica dell’intervento e alla certezza delle coperture finanziarie necessarie per portarlo a compimento.
Secondo gli esponenti di Casa Riformista, la scelta di coinvolgere simultaneamente Regione e Città Metropolitana risponde all’esigenza di garantire una responsabilità istituzionale condivisa su un’opera ritenuta strategica per la mobilità del territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di superare una fase prolungata di incertezza, fornendo risposte chiare alle esigenze di cittadini e imprese del Valdarno, che da tempo attendono il completamento dell’infrastruttura.






