Fabbrica dei Marroni: Continuano le prese di posizioni in solidarietà dei lavoratori

Società
visibility315 - martedì 04 gennaio 2022
di Saverio Zeni
Presidio Marradi
Presidio Marradi © OK!Mugello

Riportiamo a seguire le dichiarazioni di Francesco Torselli di Fratelli d'Italia, Massimo Pescini PD, il comunicato del Partito Marxista Leninista di Vicchio e Confcommercio Ascom di Faenza, che a seconda dei propri punti di vista esprimono contrarietà alla delocalizzazione della fabbrica dei Marroni.

** Aggiornamento delle ore 19:00** aggiungiamo la presa di posizione anche di Italia Viva ValdiSieve

No alla delocalizzazione della Fabbrica di  Marroni di Marradi

Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori. Con questa lettera vogliamo manifestare la nostra vicinanza e solidarietà ai lavoratori dell’ORTOFRUTTICOLTURA DEL MUGELLO (ItalCanditi s.p.a.) che in questi giorni stanno guardando al loro futuro occupazionale con sconforto e apprensione  a seguito della recente comunicazione dell’Azienda della prossima chiusura della sede di Marradi per trasferire la produzione a Bergamo. Innanzi a decisione di questa natura nessuno deve restare o sentirsi solo, stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione e ci impegneremo con tutte le nostre forze perché questo non accada.

Occorre garantire la vita lavorativa della Comunità di Marradi

Francesco Torselli (FdL): "La sinistra esultava per l'arrivo di Italcanditi.."

Serve una legge per tutelare le produzioni toscane da ingerenze finanziarie e straniere
“Troppo facile fare i solidali oggi con le lavoratrici della fabbrica dei marroni di Marradi. Quando, poco più di un anno fa, la ItalCanditi acquisì completamente l'azienda dell'alto Mugello, il sindaco Triberti, esponente di punta di Italia Viva – Toscana e consigliere speciale del governatore Giani, esultò dicendo che l'arrivo dei bergamaschi era 'una nuova speranza di sviluppo per Marradi'.
Ci domandiamo se Pd e Italia Viva, al momento dell'acquisizione, si siano limitati ad accogliere con esultanza la nuova proprietà oppure abbiano verificato l'esistenza di un reale piano industriale per lo stabilimento.
La sinistra toscana piange ancora sul latte versato. Guarda caso siamo nuovamente a parlare di un fondo finanziario che prima sfrutta i nostri lavoratori e competenze e poi li abbandona per strada. La Italcandidati è infatti controllata dal fondo finanziario InvestindustrialServe una legge che salvaguardi le nostre eccellenze locali da ingerenze finanziarie e straniere. La sinistra in 50 anni di governo non ha fatto niente. Anzi! Ha spalancato le porte a predatori che non si fanno alcun scrupolo a licenziare lavoratori e a cancellare produzioni storiche. Saper governare significa anche aver rapporti col mondo del lavoro, con gli industriali, con chi manda avanti il paese. Rapporti che la sinistra, da sempre chiusa nel suo mondo fatto di cooperative e amici degli amici, non ha mai avuto”. Così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale toscano.

Massimiliano Pescini (Pd) al presidio: «Una fabbrica in attivo che viene chiusa per seguire la logica del massimo profitto»

 

Questa mattina Massimiliano Pescini, vicecapogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale e vicesegretario del Pd Toscana, è stato al presidio permanente delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ortofrutticola del Mugello, accompagnato dal sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti e da Marco Recati, responsabile agricoltura Pd Toscana.
«Ho incontrato i dipendenti della fabbrica dei marroni, sono disperati, delusi – ha raccontato Pescini – Non riescono a capire come si possa passare sopra alle persone, anni di storia, capacità, risorse e materie prime per un puro calcolo economico. Una fabbrica che produce e rende non si può chiudere di punto in bianco per spostare tutto da un’altra parte. Per questo con il capogruppo Vincenzo Ceccarelli e il collega Cristiano Benucci abbiamo proposto una mozione, che discuteremo nella prossima seduta del Consiglio regionale, con la quale chiediamo alla giunta regionale di porre in essere tutte le iniziative necessarie a difendere l’occupazione e il saper fare delle maestranze fisse e stagionali. L’obiettivo è scongiurare questo spostamento. Oggi si è tenuto il tavolo dell’unità di crisi regionale, il primo passo per trovare la strada giusta e chiedere un confronto alla Italcanditi, che al momento non si è degnata di dare risposte e comunicazioni ufficiali ai dipendenti».

PMLI: I licenziamenti all'Ortofrutticola Mugello di Marradi non devono passare!

L'Organizzazione di Vicchio del Mugello del Partito marxista-leninista italiano esprime la propria solidarietà militante alle lavoratrici e ai lavoratori dell'Ortofrutticola Mugello di Marradi (Firenze) per la paventata chiusura dello stabilimento che produce il marron glacees. La proprietà di Italcanditi, con dietro il ben solido fondo d'investimenti Investindustrial, vuole trasferire la produzione in provincia di Bergamo dopo che aveva acquisito lo stabilimento di Marradi nell'estate 2020. Vista la “buona salute” dello stabilimento marradese, questa delocalizzazione è dovuta alla “sete” di profitto del fondo d'investimento predetto che negli ultimi anni sta allargando il gruppo per aumentare fatturato e mercato e favorire quindi la quotazione in borsa del gruppo.
La perdita fino a cento posti di lavoro tra tempi indeterminato e stagionali, in maggioranza donne, senza contare il danno che subirebbero i castanicoltori, per di più in una zona montana come l'alto Mugello che offre ben poche opportunità lavorative specialmente alla componente femminile, non deve assolutamente passare.  Non si può perdere una produzione di qualità come questa, che lavora il marrone IGP prodotto tipico della zona. Vorrebbe dire assestare un colpo micidiale all'economia del territorio. Insomma, per rendersi conto della portata negativa della faccenda, non si possono perdere tutti questi posti di lavoro in un comune che conta neanche 3mila abitanti, e in un periodo di pandemia in cui centinaia e centinaia di migliaia di posti di lavoro sono andati in fumo in Italia specialmente per quanto riguarda l'occupazione femminile. L'alto Mugello non può reggere questa perdita!

Bene hanno fatto i lavoratori a mobilitarsi con un presidio permanente. La lotta è l'unico metodo che può scongiurare la deleteria chiusura dell'azienda, non è certo facendo affidamento all'apertura  del confronto con la proprietà, come si propone l'appena aperta vertenza in regione, che si può scongiurare la chiusura. “Tavoli” che come esperienza dimostra portano alla   chiusura, magari “ammorbiditi” dagli ammortizzatori sociali. Presidio al cui sostegno si sta mobilitando un ampio fronte unito di forze, che auspichiamo si amplii sempre di più a cui uniamo anche il nostro appoggio e sostegno.

Chiusure e delocalizzazioni ingiustificate di aziende sane come questa, se ne contano ormai a bizzeffe in Italia,  che vengono consentite dal governo Draghi che oltre a sbloccare i licenziamenti lo scorso giugno, con l'emendamento governativo alla manovra finanziaria 2022 prevede solo la mitigazione sociale dei licenziamenti causa delocalizzazioni; insomma ci si limita a “rendere più morbide” le procedure come per esempio la comunicazione 90 giorni prima. Inoltre regole che si applicano solo ai datori di lavoro con più di 250 dipendenti.

Questa è una battaglia che riguarda tutto il movimento operaio mugellano e non solo, è può prendere a riferimento la lotta dei lavoratori della GKN (che giustamente e non a caso hanno solidarizzato con i lavoratori marradesi) che è il fronte di lotta più avanzato e combattivo su tutto il territorio nazionale, che stanno facendo da catalizzatore per riunire le centinaia di vertenze per il lavoro sparse in Italia in una mobilitazione generale unitaria. Lavoratori GKN che stanno dimostrando che la classe operaia è viva e vegeta ed è in grado di attirare a se ampi spezzoni della nostra società.

Noi marxisti-leninisti non accettiamo le delocalizzazioni e questo stato di cose e come in passato, e in questi decenni anche qui in Mugello, non ci vergognamo in questi casi di richiedere l'intervento statale fino alla nazionalizzazione dell'Ortofrutticola Mugello. Anche noi facciamo nostro il motto di lotta dei lavoratori campigiani “Insorgiamo” contro la tracotanza padronale e la politica del governo Draghi che ne cura gli interessi! Insorgiamo uniti contro i licenziamenti all'Ortofrutticola di Marradi!   

PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO
(Organizzazione di Vicchio del Mugello)

Confcommercio, Ascom Faenza a fianco dei lavoratori della “Fabbrica dei Marroni”

Confcommercio Ascom Faenza è l’associazione che rappresenta decine di aziende sul territorio di Marradi. Di fronte alle ultime notizie sulla chiusura della “Fabbrica dei marroni” intende prendere posizione, senza alcun dubbio, sulla questione. Anzitutto la fabbrica rappresenta un’importante risorsa per il territorio, coinvolgendo la vita ed è la risorsa principale di almeno 90 famiglie che, in assenza di una attività così fondamentale per Marradi ed il territorio circostante, si ritroverebbero in una situazione davvero drammatica; inoltre occorre considerare l’indotto di tutte le attività agricole, commerciali ed artigianali che hanno come riferimento la fabbrica stessa.

Inoltre nei piccoli borghi, soprattutto di montagna, soggetti purtroppo a dinamiche di spopolamento ed a una economia che considera solo i “grandi numeri”, si sta osservando sempre più la mancanza di dinamiche che possano creare un circolo virtuoso economico e sociale. “Siamo seriamente preoccupati – questo il commento di Francesco Carugati, direttore di Ascom Faenza – questo potrebbe essere un duro colpo per questo territorio al momento in salute, con tutte le sue problematiche, ma che non ha mai mancato nel lavorare sodo”.

“La proprietà non conosce il territorio – continua Carugati – invitiamo pertanto la società, ed in particolar modo Andrea Bonomi – uomo di vertice di Italcanditi, a venire qui, e ad apprezzare quello che questa comunità offre ai propri membri ed ai suoi ospiti, oltre che a confrontarsi con l’amministrazione e con le realtà economiche locali. Non può finire qui.”
Nell’augurarci che il messaggio venga ascoltato, rivolgiamo una richiesta di aiuto alla proprietà, ma anche ai soggetti politici locali e nazionali e chiunque voglia dare una mano all’economia e alla vita di un intero territorio.

CONFCOMMERCIO ASCOM FAENZA
CONFCOMMERCIO ASCOM MARRADI

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