L’11 settembre 1944 San Godenzo fu teatro di una delle operazioni di distruzione compiute dalle truppe tedesche durante la fase di arretramento davanti all’avanzata degli Alleati. A 82 anni di distanza, quella giornata rimane una pagina significativa della memoria storica del territorio e delle vicende che segnarono l’Alto Mugello e la Val di Sieve durante la Seconda guerra mondiale.
I reparti tedeschi del Genio avviarono l’operazione con l’obiettivo di ostacolare l’avanzata delle forze alleate, già giunte a Dicomano. Le demolizioni iniziarono dalle abitazioni situate nelle zone circostanti il paese per poi interessare progressivamente il centro abitato. L’intervento, effettuato in due fasi, provocò la distruzione di gran parte di San Godenzo, modificando profondamente il volto del paese.
Tra gli edifici risparmiati vi fu la millenaria Abbazia di San Godenzo. Secondo la ricostruzione storica, la sua conservazione fu possibile anche grazie all’intervento dell’abate monsignor Melani, che avrebbe evidenziato al comando tedesco l’importanza storica del complesso religioso. L’abbazia era infatti legata alla figura del vescovo Jacopo il Bavaro, indicato come il suo fondatore.
L’opera di distruzione non si limitò al centro di San Godenzo, ma coinvolse anche diverse frazioni del territorio, compreso Castagno d’Andrea. Le operazioni puntarono inoltre a rendere difficili i collegamenti e l’accesso verso il Monte Falterona e il Passo del Muraglione, aree nelle quali erano state predisposte numerose fortificazioni, comprese strutture sotterranee. Il sistema difensivo interessava anche le vicine zone del Colle della Maestà e dei Lastri.
La strategia adottata dai reparti tedeschi era dunque finalizzata a rallentare l’avanzata delle truppe alleate attraverso la distruzione degli edifici e l’ostruzione delle principali vie di transito. Un’operazione che, nella ricostruzione storica, si sarebbe tuttavia rivelata priva dell’effetto militare sperato.
La ricorrenza dell’82° anniversario rappresenta quindi un’occasione per mantenere viva la memoria di quei giorni drammatici e delle conseguenze che la guerra ebbe sulla popolazione e sul patrimonio storico e abitativo di San Godenzo. La distruzione del 1944 rimane una testimonianza concreta del passaggio del conflitto sul territorio e delle profonde trasformazioni che ne seguirono.






