Londa

Parco Eolico di Londa, arriva la scure della Soprintendenza PNRR: parere negativo perentorio. L’iter si fa impervio

Eolico bocciato

Un no pesante, circostanziato e motivato su 22 pagine di istruttoria tecnica e paesaggistica. Dopo il fronte comune dei Comuni del territorio, dell’Ente Parco e degli organi locali di tutela — come abbiamo dato notizia nei giorni scorsi su OK!Valdisieve — sul progetto dell’impianto eolico industriale denominato “Londa” si abbatte la scure della Soprintendenza Speciale per il PNRR del Ministero della Cultura.

Il provvedimento, firmato dal Soprintendente Fabrizio Magani, esprime parere negativo nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) coordinata dalla Regione Toscana. Una decisione che rischia di chiudere definitivamente le porte alle 6 mega-turbine da 200 metri d’altezza progettate dalla Hergo Renewables S.p.A. sui crinali tra Mugello, Valdisieve e Casentino, a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Le motivazioni del MiC: impatto devastante e insanabile

Nelle conclusioni del Ministero della Cultura il giudizio non lascia spazio a dubbi: l’impianto introduce una «barriera tecnologico-industriale ad alta quota che altera la continuità dello skyline naturale tutelato», provocando danni irreversibili ai coni visivi e alle relazioni storiche tra i complessi vincolati della vallata e la dorsale montana.

Tra i punti cardine che hanno portato la Soprintendenza a bocciare il piano:

  • L’assenza di idoneità dell’area: L’intervento non rientra nelle fattispecie di “aree idonee” previste dalle ultime normative nazionali (D.Lgs. 190/2024 e L. 4/2026).

  • Mitigazioni insufficienti: Le soluzioni proposte dalla società proponente — come verniciature graduate antiriflesso o quinte vegetali — sono state bollate come del tutto inefficaci a fronte dell’imponente mole degli aerogeneratori e del loro impatto percettivo.

  • Incompatibilità con il Piano Paesaggistico (PIT-PPR): Il progetto risulta in marcato contrasto con le invarianti strutturali della Regione Toscana e con la disciplina di tutela della “Zona del culmine del Pratomagno aretino”.

  • Rischio archeologico e idrogeologico: Preoccupazione è stata espressa anche per le opere connesse (allargamenti stradali, sbancamenti per le piazzole e trincee per i cavidotti), che minacciano tracciati storici, la stabilità dei versanti ed eventuali depositi archeologici non ancora affioranti.

Cosa succede adesso? Le complesse fasi successive per il proponente

Con un quadro di pareri così drasticamente orientato verso il “No”, le comunità della Valdisieve, del Mugello e del Casentino possono iniziare a tirare un primo, grande sospiro di sollievo.

Sebbene spetti ora alla Regione Toscana formulare il provvedimento finale in ambito VIA e Autorizzazione Unica Energetica (AUE), scavalcare o ignorare un parere negativo così motivato da parte del Ministero della Cultura è un’ipotesi tecnicamente e giuridicamente quasi irrealizzabile.

Qualora la società Hergo Renewables S.p.A. intendesse proseguire ad ogni costo nell’iniziativa, la strada si prefigurerebbe in salita ed estremamente complessa:

  1. Procedura di opposizione alla Presidenza del Consiglio: In caso di strappo o contrasto tra Regione e Ministero della Cultura, l’eventuale decisione finale verrebbe rimessa al Consiglio dei Ministri (come già accaduto per l’impianto “Badia al Vento” nell’Aretino). Tuttavia, il parere della Soprintendenza richiama recenti e consolidate sentenze del Consiglio di Stato (2024), ribadendo che l’interesse alla produzione di energia rinnovabile non è automaticamente prevalente sulla tutela del paesaggio e della natura.

  2. Ricorsi amministrativi al TAR: L’ipotesi di un’impugnazione del diniego dinanzi al Tribunale Amministrativo si scontrerebbe con la forte discrezionalità tecnica esercitata dallo Stato a tutela di beni paesaggistici e ambientali vincolati, rendendo le probabilità di successo del ricorso decisamente risicate.

  3. Revisione radicale del progetto: Per superare i rilievi ministeriali servirebbe una riprogettazione totale con un ridimensionamento drastico delle opere, una prospettiva spesso insostenibile sotto il profilo dell’investimento economico.

Un territorio unito in difesa dei propri crinali

La presa di posizione della Soprintendenza Speciale PNRR dà ragione alla tenacia mostrata dai cittadini, dal Comitato Crinali Liberi, dalla Coalizione TESS e dalle amministrazioni locali — a partire dal Consiglio Comunale di Londa che nei giorni scorsi aveva espresso la propria contrarietà all’unanimità.

Il momento in cui la Regione Toscana metterà il sigillo finale con la bocciatura formale delle autorizzazioni sembra ormai solo una questione di tempo. E la Montagna Fiorentina si avvia a proteggere, ancora una volta, la bellezza e la fragilità dei propri crinali.

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