Nappino finalmente a casa: "Ma non sottovalutate il Coronavirus". La sua storia

Marco Lombardi, alias Nappino, noto ristoratore a Pontassieve racconta a Ok!Valdisieve la sua vittoria contro il Coronavirus

Cronaca
visibility12735 - mercoledì 01 aprile 2020
di Martina Stratini
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Marco Lombardi
Marco Lombardi © Marco Lombardi via Facebook

Finalmente a casa a Santa Brigida da ieri (31 marzo 2020) Marco Lombardi, meglio conosciuto come Nappino. Proprietario del noto ed omonimo ristorante della piccola frazione del Comune di Pontassieve.

"Non mi ero mai accorto che dormire nella propria casa fosse così bello", racconta Marco ancora emozionato a Ok!Valdisieve.

"È stata una brutta esperienza - continua - che però mi ha portato a vedere anche il lato umano delle persone. All'ospedale di Santa Maria Annunziata ho trovato persone competenti che hanno svolto con dedizione tutto quello che potevano fare per darci una mano".

"Tutto è partito lunedì 9 marzo. Avevo una febbre alta, ho sentito che era qualcosa di diverso e mi sono preoccupato. Poi la chiamata al 118 ed il ricovero in ospedale. 22 giorni fra quelle mura e poi finalmente il ventitresimo le dimissioni. I primi giorni sono stati i più difficili, tre giorni con in testa il casco per la ventilazione. Non mi vergogno a dire che sono stato immensamente fortunato, il terzo giorno fossi stato a casa sarei morto asfissiato. È come se ti mancasse l'aria, ti senti debole e impotente", racconta Marco.

"La parte più dura è stata poi sapere del ricovero in ospedale, due giorni dopo il mio, anche di mia moglie. Fortunatamente ha avuto sintomi più lievi e dopo un solo giorno è uscita dalla terapia intensiva, dimessa anche lei insieme a me nella giornata di ieri. Per me è stato più difficile uscirne, 15 giorni in terapia intensiva."

Ma c'è una cosa che Marco durante la telefonata mi ha ripetuto più e più volte: "Ti prego, sottolinea il mio messaggio. Non non dovete sottovalutare questo virus".

"Evitiamo di essere egoisti, non è vero che si ammalano solo i più deboli. Tutti possono ammalarsi, io non avevo nessuna patologia eppure guarda cosa mi è successo. Ho solo avuto più fortuna di altri. Seguiamo alla lettera tutto quello che ci dicono di fare, anche più del dovuto. È fondamentale perché loro sanno cosa è meglio per noi e dobbiamo avere il buon senso di stare alle regole. Vi prego." , raccomanda Nappino.

"In conclusione vorrei ringraziare chi ha dimostrato buon cuore nei confronti dei miei figli Simona ed Edoardo. Soli a casa in quarantena fiduciaria hanno ricevuto l'amore di tutto il nostro piccolo paese, che con poco è riuscito a farci sentire la propria vicinanza. Un grazie ad ogni persona che fuori dalla porta ha lasciato loro qualcosa".


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