Il Dpcm 24 ottobre a firma dal Premier Conte ha portato notevoli restrizioni per quanto riguarda le attività di somministrazioni quali bar, ristoranti, pub e locali che hanno l’obbligo da tale data di terminare i servizi alle ore 18 (con la possibilità dell’asporto sin alle 24,ndr) e non solo.
Coinvolti nel decreto, infatti, anche tutti i circoli sociali, culturali e ricreativi. Da sempre i circoli sono l’anima delle comunità e al suo interno i soci si riuniscono per condividere il proprio tempo libero; in particolar modo in Toscana dove l’usanza si tramanda da secoli. Fra le varie attività presenti al loro interno, la quasi totalità esercita la somministrazione di bevande e alimenti a beneficio di soci e frequentatori occasionali.
Non chiaro in un primo momento se la somministrazione in tali luoghi potesse essere esercitata, secondo le medesime norme di bar e ristoranti, nonostante la sospensione dei centri di tipo culturale, sociale e ricreativo. Il chiarimento da parte del Ministero è giunto solo nella giornata del 27 ottobre, nel quale si legge:
“la sospensione dei centri, culturali, sociali e ricreativi nella lett. f), determina la conseguente sospensione della somministrazione di bevande e alimenti effettuata a beneficio dei soci e frequentatori occasionali, in funzione dell’attività svolta nei suddetti centri”
A lavoro in tali centri, oltre ai molti volontari, anche persone con un contratto di lavoro che adesso fino ad almeno il 24 novembre resteranno a casa. La denuncia arriva in particolar modo da Arci che segnala che degli oltre 4mila circoli chiusi in tutta Italia, molti potrebbero non riaprire. Ma l’allarme non ha colore politico.
In Valdisieve, infatti, sono molti i circoli sportivi (per fare esempi pratici Polisportiva Sieci, Curiel a Pontassieve etc), ricreativi e culturali (esempio MCL, Arci) che hanno dovuto temporaneamente serrare il bandone.
Nel Valdarno fiorentino c’è chi ieri sera (28 ottobre, ndr) ha, seppur silenziosamente, protestato. Nella frazione di Leccio nel Comune di Reggello alcuni soci del piccolo circolo Arci hanno deciso di posare alle 19.45 per una foto simbolica di fronte al bandone tirato giù del centro ricreativo locale; che proprio quest’anno ha compiuto 70 anni. Un modo, spiega l’ex Sindaco Sottani a Ok!Valdisieve, per mettere alla luce che il rischio è che non riaprano più. Un modo simbolico per chiedere che il dpcm venga cambiato.






