A Pontassieve prende forma una diffusa campagna di sensibilizzazione contro la violenza psicologica e verbale, promossa dall’Istituto Superiore “Ernesto Balducci” a un anno dalla scomparsa di Eleonora Guidi. L’iniziativa coinvolge studenti e docenti ed è stata realizzata attraverso l’affissione di cartelli informativi in diversi luoghi del territorio comunale, tra cui edifici pubblici come il Palazzo Comunale e la Biblioteca, oltre a numerosi esercizi commerciali.
Il progetto nasce dalla volontà dell’istituto scolastico di ricordare un evento tragico che ha segnato profondamente la comunità locale, trasformando il dolore in un’azione educativa concreta. Senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie, la scuola ribadisce il proprio ruolo di presidio culturale e sociale, impegnandosi attivamente nella promozione di una cultura del rispetto, della consapevolezza e della prevenzione degli abusi.
I cartelli, realizzati in formato A4, riportano messaggi chiari e diretti finalizzati ad aiutare i cittadini a riconoscere i segnali premonitori di relazioni tossiche o violente. Le frasi utilizzate si ispirano alle campagne ufficiali della Polizia di Stato e pongono l’attenzione su comportamenti che, pur non manifestandosi attraverso la violenza fisica, rappresentano forme gravi e diffuse di abuso. Ogni messaggio descrive situazioni di manipolazione, controllo o svalutazione, accompagnate dalla dicitura “NON È AMORE”, con l’obiettivo di stimolare una riflessione immediata.
I contenuti affrontano dinamiche spesso normalizzate nella quotidianità, come il controllo della libertà personale, la limitazione delle relazioni sociali, la svalutazione delle capacità professionali, la violenza economica e psicologica, le umiliazioni pubbliche e la colpevolizzazione sistematica. L’iniziativa si rivolge in modo particolare ai giovani, ma intende coinvolgere l’intera comunità, favorendo una maggiore capacità di riconoscere e contrastare comportamenti lesivi della dignità individuale.
Attraverso questa azione diffusa sul territorio, l’Istituto Balducci mira a trasformare la memoria in uno strumento di consapevolezza collettiva, sottolineando come il riconoscimento precoce dei segnali di abuso rappresenti un passo fondamentale verso la libertà personale e la costruzione di relazioni sane e rispettose.






