La cellula “F. Engels” della Valdisieve del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) ha espresso il proprio sostegno alla mobilitazione delle studentesse e degli studenti dell’istituto superiore Balducci di Pontassieve, che hanno proclamato uno sciopero di due giornate di lezione, accompagnato dal blocco degli ingressi della scuola.
In una nota, l’organizzazione politica definisce la protesta un’iniziativa importante per portare all’attenzione pubblica le criticità del sistema scolastico e le richieste avanzate dalla comunità studentesca. Il PMLI della Valdisieve sostiene le rivendicazioni contro la riforma degli istituti tecnici e professionali promossa dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che giudica classista, e contro l’aumento delle spese militari del governo guidato da Giorgia Meloni, ritenuto responsabile di sottrarre risorse che potrebbero essere destinate alla scuola pubblica.
Tra i temi sollevati dagli studenti figurano anche il carovita e il sistema dei crediti aggiuntivi, che richiederebbe la partecipazione a lunghi corsi pomeridiani. Secondo i promotori della protesta, tali attività rischiano di limitare il tempo disponibile per lo studio individuale e per le iniziative extrascolastiche.
La nota esprime inoltre sostegno alle richieste specifiche relative alle condizioni dell’istituto Balducci. Gli studenti chiedono di affrontare la carenza di strumentazioni mediche e di defibrillatori nella palestra e di intervenire sulle criticità strutturali dell’edificio scolastico, indicate come una delle questioni da risolvere con urgenza.
Un ulteriore motivo di dissenso riguarda la decisione del collegio dei docenti di sospendere le uscite didattiche e le gite scolastiche come forma di protesta contro la riforma degli istituti tecnici. Su questo punto, la cellula “F. Engels” ritiene che le posizioni di docenti e studenti possano convergere e auspica la costruzione di iniziative comuni, basate sulla collaborazione e su forme di mobilitazione condivise.
Nel comunicato, il PMLI della Valdisieve ribadisce infine la propria posizione a favore di una scuola e di un’università pubbliche, sostenendo la necessità di un maggiore ruolo delle studentesse e degli studenti nella gestione delle istituzioni formative.
La dichiarazione si conclude con un appello alla mobilitazione politica e sociale contro il governo Meloni, inquadrando le rivendicazioni degli studenti in una più ampia prospettiva di lotta di classe. La protesta al Balducci si inserisce così nel confronto sulle politiche scolastiche, sulle risorse destinate all’istruzione e sulle condizioni materiali in cui si svolge l’attività didattica.






