Il Comune di Pontassieve elabora un primo pacchetto di misure per il commercio. Suolo pubblico gratuito fino al 31 dicembre, spazi aperti per tutti i commercianti che lo richiedano, un’app e flessibilità sugli orari. Il Comune di Pontassieve si prepara alla riapertura.
Si chiama “PonteAcapo” il primo pacchetto di misure elaborate dalla Giunta Comunale di Pontassieve per sostenere le attività del commercio e dei servizi alla persona che si avviano alla riapertura. “Si tratta di misure – spiega la Sindaca Monica Marini – che riguardano, da un lato, azioni immediate per favorire la ripartenza di commercio, ristorazione e servizi alla persona e, dall’altro, il rinvio o l’esenzione da alcune tasse, in attesa delle risorse che dovrebbero arrivare dal Governo, che auspichiamo siano superiori a quanto annunciato, altrimenti noi Comuni saremo in enorme difficoltà”.
Un primo pacchetto con misure importanti che, ci tiene a precisare la sindaca “rappresenta solo l’avvio di un percorso: questo è ciò che possiamo fare adesso con la dotazione economica che abbiamo, ma appena arriveranno cifre precise dal Governo sapremo quanto possiamo investire ancora per il rilancio del nostro paese. Vogliamo che questo sia un cammino che ci vede confrontarci e collaborare con le persone che a Pontassieve vivono e lavorano, che hanno deciso di investire qui per il loro futuro e che non possiamo e non vogliamo lasciare da soli.”
Cosa prevede dunque nello specifico?
Alcune delle misure erano già stata annunciate, la scorsa settimana infatti con una direttiva l’Amministrazione proponeva al Consiglio il rinvio della Tari con nuove scadenze al 31 luglio, 30 settembre e 31 gennaio (in attesa di comprendere se poi – sulla base dei fondi ai Comuni – potrà essere anche ridotta) e l’esenzione della Cosap (tassa sul suolo pubblico) per chi è stato chiuso durante il lockdown, misura poi inserita dal Governo nel decreto Rilancio ma che l’Amministrazione pontassievese estende, sia nei tempi sia come platea. Difatti da decreto governativo tale esenzione spetterebbe solo a quei locali che effettuano somministrazione di bevande e cibo e sino al 31 ottobre, il Comune di Pontassieve ha invece esteso il suolo pubblico gratuito a tutte le categorie commerciali che sono state chiuse durante il lockdown, compresi gli ambulanti che non hanno potuto fare i mercati in questi mesi, sino al 31 dicembre 2020. “La priorità sarà – spiega il Comune – per il settore della ristorazione e per i pubblici esercizi, ma tutti i negozianti che vogliono fruire di uno spazio esterno, per disporre tavoli e sedute o per esporre abbigliamento e altri prodotti, potranno richiederlo gratuitamente, scaricando la delibera e il modulo di richiesta che da martedì 19 maggio saranno sul sito del Comune (www.comune.pontassieve.fi.it)”.
“Ci piacerebbe che Pontassieve diventasse un laboratorio per trovare modalità nuove per far fronte a questa situazione, per questo abbiamo già iniziato a incontrare le associazioni di categoria e gli operatori, per confrontarci sulle loro esigenze e sulle risposte che noi siamo in grado di dare. Ovviamente – dice il Sindaco Monica Marini – siamo anche disposti, se l’iniziativa degli spazi aperti dovesse incontrare il favore degli esercizi, a investire in dehors, arredi urbani e iniziative per valorizzare questi nuovi spazi.”
Tra le altre iniziative previste nel pacchetto di misure “PonteAcapo” una applicazione per il telefono, utile per i commercianti e per i clienti, che faccia da vetrina per i prodotti da acquistare per qualsiasi categoria commerciale ma anche per essere informati su iniziative e attività. Non solo, potrebbe essere utilizzata anche dai ristoratori per i menù digitali. “Vorremmo offrire ai nostri esercenti – spiega Marini – un grande contenitore che possa aiutare cittadini e visitatori a trovare rapidamente dove comprare ciò di cui hanno bisogno così come a conoscere le bellezze di Pontassieve ed essere informati sulle iniziative e sulle attività, ma che possa essere anche una vetrina per l’e-commerce e un sostegno, ad esempio, ai ristoratori che dovranno avere menù monouso e che dovranno trovare soluzioni alternative, su cui l’online aiuta molto”.
Ultima misura prevista, la possibilità da parte del Comune per parrucchieri, estetiste e tatuatori di modulare le aperture con orari più lunghi, flessibili e spalmati su sette giorni, così da garantire turnazione dei lavoratori, maggior sicurezza e consentire di ovviare ai numeri necessariamente minori imposti dal distanziamento fisico.






