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PMLI Valdisieve contro le elezioni: "L'unica soluzione è astenersi alle urne e la creazione di comitati popolari"

Giungono in redazione le dichiarazioni della cellula della Valdisieve del PMLI in merito alle elezioni di giugno. Ecco nel dettaglio il programma del gruppo

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Giunge in redazione una lunga riflessione della cellula della Valdisieve del Partito marxista leninista in merito alle elezioni amministrative dell'8 e 9 giugno e le motivazioni secondo il quale i cittadini non dovrebbero votare alle urne. Il gruppo ha anche reso pubblico un programma amministrativo da loro pensato sul quale i cittadini dovrebbero basarsi come strada alternativa alle elezioni. 

Di seguente la riflessione integrale giunta in redazione: 

"Da settimane tutti i partiti presenti sul nostro territorio si stanno affannando per convincere le decine di migliaia di elettori ed elettrici che è indispensabile andare al voto l’8 ed il 9 giugno prossimi, e che sarebbe la massima espressione democratica “scegliere chi dovrà guidarli per i prossimi anni”.  Per raggiungere questo obiettivo, ciascuno di loro cerca di assemblare chiunque possa portare anche una sola manciata di voti in più a quella coalizione piuttosto che all'altra, oppure a questa o a quella lista che pur presentandosi come nuova o di rottura affonda le sue radici nello stesso istituzionalismo riformista borghese e nei suoi partiti. In particolare, si promette tutto ciò che servirebbe per risolvere quelle problematiche che sono aperte da decenni, e che loro stessi non hanno saputo ancora superare.

Ma serve effettivamente fare una croce su una scheda ogni 5 anni, turandosi il naso ed optare per il “meno peggio” se davvero pensiamo che sia urgente migliorare le condizioni di vita della popolazione della Valdisieve che in questi anni ha visto ridursi tutto, dai soldi in tasca, ai servizi sanitari, pubblici e sociali, fino al lavoro, in una maniera neppure troppo lenta ma certamente inesorabile? E' proprio questa la soluzione per chi, come noi, pensa e rivendica che il lavoro, la pensione, la scuola, la sanità, siano diritti essenziali che devono essere riconosciuti a tutti indistintamente?

E’ un fatto che essi dovrebbero essere garantiti dalla stessa Costituzione borghese del 1948 alla quale tutti si rifanno quotidianamente, ma che con la solita cadenza calpestano ed ignorano soprattutto nelle sue parti più progressiste. La verità è che nella sostanza l’esito delle elezioni Amministrative locali non ha mai dato alcun reale potere politico alla popolazione della Valdisieve, ed anche stavolta gli spazi democratici effettivi rimarranno i pochi di sempre poiché sono proprio le istituzioni borghesi stesse al di la di chi le governa, che rappresentano il mezzo attraverso il quale chi effettivamente detiene il potere economico (banche, medie e grandi aziende e le super cooperative bianche o rosa che siano presenti sul territorio), crea il proprio tessuto d’interesse clientelare e decide la linea politica ed economica della nostra valle in tutti i campi, da quello economico e sociale, a quello ambientale e del lavoro.

Noi anche stavolta non aspiriamo ad entrare in queste istituzioni rappresentative borghesi né a governarle; il nostro obiettivo invece è quello di sfiduciarle e combatterle politicamente perché esse non mettono mai al centro il soddisfacimento dei bisogni della popolazione e non ne fanno l’interesse. A questo scopo invitiamo le elettrici e gli elettori ad impugnare con forza l’arma dell’astensionismo elettorale non recandosi alle urne, annullando la scheda o lasciandola in bianco, ed a prendere le distanze da essi. L’astensionismo che proponiamo non rappresenta un rifugio nel non voto, ma una evidente e chiara espressione di protesta alla quale è indispensabile dare gambe.

Ecco allora che diventa sempre più urgente e necessario costituire i Comitati Popolari – ben diversi dai seppur utili comitati o movimenti di lotta che hanno uno scopo specifico come ad esempio quello decennale che si è costituito e mobilitato contro l'inceneritore di Selvapiana, oppure come l'ultimo in ordine di tempo che è riuscito a mitigare la questione dei costi mensa nella scuola primaria - basati sulla democrazia diretta per guidare le masse nella lotta politica col fine di strappare alle giunte in carica, qualunque esse siano, opere, misure e provvedimenti che migliorino le condizioni di vita immediate della popolazione, rivendicando la gestione dei servizi che le riguardano.

Il nostro obiettivo, così come quello dei Comitati Popolari che proponiamo, è infatti quello di costruire una nuova società socialista che parta dal soddisfare i bisogni delle masse popolari, iniziando dal diritto al lavoro ed alla casa per tutti e tutte. Per fare ciò è indispensabile che la popolazione ribalti, ad esempio, il concetto borghese e liberista secondo il quale l’offerta occupazionale è subordinata al “mercato”; per le masse popolari invece dev’essere chiaro che è il diritto al lavoro stabile ed a salario pieno che va posto al centro della pratica politica e sociale dal quale poi sviluppare tutto il resto.

A coloro che non riescono a “non votare” perché ritengono il voto un dovere a qualsiasi costo, ricordiamo che nel nostro Paese il voto di scambio, le tangenti, la miriade di tasse e balzelli soprattutto a carico dei più poveri, la depredazione di denaro pubblico, così come il taglio dei servizi pubblici ed i passi indietro sulla sanità e sull’occupazione che abbiamo registrato anche in Valdisieve, sono già ottimi motivi per scegliere l’astensionismo sfiduciando gli artefici di queste politiche antipopolari. Agli albori della “Repubblica” borghese, dopo il ventennio fascista, il voto rappresentò senz’altro una conquista; ma oggi, nelle condizioni attuali, è solo uno squallido teatrino attraverso il quale i partiti di regime giustificano quella “investitura popolare” che in realtà non hanno. Questo sistema politico ed economico capitalistico non è riformabile dall’interno con un cambiamento di uomini, donne e norme, come si illudono ancora molti intellettuali democratici ed antifascisti; oggi le masse popolari hanno urgente bisogno di conquistare la piena autonomia ed indipendenza ideologica, politica ed organizzativa. Tutto ciò è possibile solo se esse riusciranno a staccarsi dal capitalismo, dalle sue istituzioni, dai suoi governi e partiti e imboccheranno la via del socialismo.

Con l’astensione, chiediamo “un voto” al nostro programma amministrativo che presentiamo al linkClicca qui per il programma del PMLI. Nel documento troverete una introduzione nella quale illustriamo la situazione politica attuale e le liste in gioco nei comuni della Valdisieve, e di seguito 10 punti per noi fondamentali che riguardano la nostra proposta politica, l'antifascismo, il lavoro, la casa e l'urbanistica, la sanità ed i servizi sociali ed assistenziali, i trasporti pubblici e la viabilità, i diritti democratici, i gioveni, le studentesse e gli studenti, la questione femminile, l'ambiente, la gestione dei rifiuti e dei beni comuni. Per ciascuno di esso proponiamo una serie di rivendicazioni specifiche che rappresentano la nostra piattaforma di lotta territoriale. Ecco, in sintesi, come dovrebbe essere secondo noi la Valdisieve per essere davvero al servizio del popolo e governata dal popolo, e non dei partiti di regime, delle Banche, degli industriali e dei grandi proprietari terrieri dei quali le nostre giunte sono strumento di governo."

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