A sessant’anni esatti dall’alluvione che il 4 novembre 1966 devastò Firenze e travolse le rive dell’Arno, la città torna a fare i conti con il suo fiume attraverso un progetto espositivo di grande respiro. La mostra diffusa ARNO. Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume, ideata dall’artista Roberto Ghezzi, apre al pubblico il 4 novembre 2026 e si propone come uno degli eventi culturali più significativi di questo autunno fiorentino: una mostra sull’Arno a Firenze che non si accontenta di occupare un unico spazio, ma si distribuisce tra luoghi storici e contemporanei della città, intrecciando arte, memoria collettiva e ricerca ambientale.
Una mostra diffusa tra quattro luoghi simbolici di Firenze
Il formato scelto da Roberto Ghezzi è quello della mostra diffusa, una formula espositiva che invita il visitatore a muoversi fisicamente attraverso la città, seguendo un percorso che attraversa quattro sedi distinte. Le tappe sono il MAD – Murate Art District, il Museo dell’Opera del Duomo, il Cenacolo del Fuligno e la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti.
La scelta di questi luoghi non è casuale. Ognuno porta con sé una stratificazione storica e artistica che dialoga con il tema centrale del progetto: il rapporto tra la città e il fiume che la attraversa, un rapporto fatto di convivenza, conflitto, paura e, appunto, riconciliazione. Il Cenacolo del Fuligno e la chiesa di San Salvatore in Ognissanti sono ambienti carichi di memoria religiosa e civile; il Museo dell’Opera del Duomo custodisce opere che hanno attraversato secoli di storia fiorentina; il MAD rappresenta invece la Firenze contemporanea e la sua vocazione alla sperimentazione artistica.
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Il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966 come punto di partenza
Il progetto nasce esplicitamente in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966, l’evento che rimane nella memoria collettiva fiorentina come una delle catastrofi più devastanti del Novecento italiano. Quella notte l’Arno esondò, allagò il centro storico, distrusse opere d’arte, archivi, abitazioni e negozi, e lasciò un segno indelebile sulla città e sui suoi abitanti.
Ghezzi non si limita tuttavia a commemorare quell’evento. L’obiettivo dichiarato del progetto è più ambizioso: ripensare il rapporto tra Firenze e il suo fiume, superare la logica del conflitto e della paura per costruire una prospettiva di riconciliazione. L’acqua, in questa visione, non è solo minaccia ma anche parte attiva del processo creativo, elemento vivo con cui l’artista e la città sono chiamati a confrontarsi.
Arte, memoria e ricerca ambientale nel progetto di Roberto Ghezzi
La mostra sull’Arno a Firenze firmata da Roberto Ghezzi si distingue per la sua capacità di tenere insieme piani diversi di lettura. Da un lato c’è la dimensione storica e memoriale, che porta il visitatore a rileggere il passato del fiume e le sue interazioni con la vita urbana. Dall’altro c’è una componente di ricerca ambientale che guarda al presente e al futuro: come cambia il fiume, come cambia il clima, come la città può imparare a convivere in modo diverso con le acque che la attraversano.
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L’intreccio tra questi livelli — artistico, storico e scientifico-ambientale — è la cifra più originale del progetto. Non si tratta di una mostra monografica nel senso tradizionale, né di un semplice evento commemorativo. È piuttosto un tentativo di usare l’arte come strumento di riflessione collettiva su un tema che riguarda direttamente la comunità fiorentina e, più in generale, tutte le città che vivono in prossimità di corsi d’acqua.
Perché la mostra interessa anche la Valdisieve e il Valdarno
Per i residenti della Valdisieve e del Valdarno fiorentino, il tema dell’Arno ha una rilevanza che va ben oltre il centro storico di Firenze. Il fiume nasce sull’Appennino, attraversa Reggello, Figline e Incisa Valdarno, Rignano sull’Arno, e raggiunge Firenze dopo aver percorso un territorio che include molti dei Comuni della nostra area. Le esondazioni, le allerte meteo, la gestione delle piene sono questioni che toccano direttamente chi vive lungo le rive dell’Arno e dei suoi affluenti, dalla Sieve in giù.
Una mostra che propone di ripensare il rapporto tra una città e il suo fiume offre quindi spunti di riflessione utili anche per le comunità a monte, che con quel fiume convivono quotidianamente e che ne conoscono bene sia la bellezza che la forza distruttiva. Il video di presentazione della mostra disponibile online permette di farsi una prima idea del progetto prima di visitarlo di persona.
ARNO. Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume apre dunque le sue porte il 4 novembre 2026, in una data che non è semplicemente un anniversario ma un invito a guardare il fiume con occhi nuovi: non come nemico da tenere a bada, ma come elemento vivo con cui Firenze — e tutto il territorio che l’Arno attraversa — è chiamata a costruire un rapporto diverso, più consapevole e, appunto, riconciliato.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






