Il Comune di Londa, parte integrante della Comunità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, ribadisce una posizione netta e condivisa contro la realizzazione di un impianto industriale eolico con torri alte fino a 200 metri in prossimità dell’area protetta. La contrarietà è stata espressa all’unanimità sia dalla Comunità del Parco sia dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, due organismi chiave nella governance e nella tutela del territorio.
La Comunità del Parco, presieduta da Luca Santini, sindaco di Stia Pratovecchio, ha sottolineato come un intervento di questo tipo risulti incompatibile con gli obiettivi strategici che il Parco è chiamato a perseguire nei prossimi anni, in particolare in relazione alla Strategia europea per la Biodiversità al 2030. Come evidenziato dallo stesso Santini, l’Unione europea chiede agli Stati membri di raggiungere entro il 2030 una quota pari al 30% di territorio protetto. In Italia, dove attualmente la percentuale si attesta intorno al 21%, l’unica strada percorribile è l’ampliamento delle aree protette esistenti. La presenza di un grande impianto eolico nelle immediate vicinanze del Parco rischierebbe di compromettere in modo significativo questa prospettiva.
Analoga posizione è stata assunta dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, che ha espresso parere negativo unanime sul progetto. Secondo quanto riportato nel documento ufficiale, l’impianto non risulta coerente con le finalità di tutela e valorizzazione ambientale, paesaggistica, ecologica e socioeconomica del Parco e dei territori limitrofi. Pur ribadendo di non essere contrari in linea generale allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, i consiglieri hanno evidenziato come l’ambiente e il paesaggio rappresentino una risorsa primaria da salvaguardare, evitando trasformazioni permanenti e irreversibili del territorio.
Alla luce di queste prese di posizione, i comitati territoriali e le associazioni firmatarie invitano il sindaco di Londa a formalizzare con chiarezza, attraverso una delibera del Consiglio comunale, un parere contrario all’impianto, in coerenza con quanto già espresso negli organismi del Parco. Una richiesta che si inserisce in un più ampio dibattito sulla necessità di conciliare transizione energetica, tutela della biodiversità e salvaguardia dei territori.






