Succede a Pelago e Pontassieve, dove in questi giorni di ottobre 2026 gli istituti stanno cercando supplenti con l’interpello, la chiamata pubblica che scatta quando le graduatorie non bastano più a coprire i posti rimasti vuoti.
Il caso riguarda almeno due scuole del territorio. Il 20 ottobre l’Istituto comprensivo di Pelago ha pubblicato, attraverso l’Ufficio scolastico territoriale di Firenze, un avviso di interpello per coprire un posto alla scuola primaria. Nel testo disponibile non risultano indicati, o comunque non sono stati resi noti nel dettaglio, ore settimanali e durata dell’incarico. Sono quindi informazioni che i candidati devono controllare direttamente nell’avviso della scuola.
Più chiara, invece, la situazione all’Istituto superiore Ernesto Balducci di Pontassieve. La scuola cerca un docente per 18 ore settimanali di Scienze e tecnologie informatiche, classe di concorso A041, con incarico fino al 31 agosto 2027. Non è il primo tentativo: quello pubblicato è già il secondo avviso per la stessa cattedra.
Un segnale preciso, perché la prima chiamata non ha portato a una nomina. “Quando un interpello viene ripetuto — spiegano fonti del mondo scolastico — significa che nessuno ha accettato, oppure che non sono arrivate candidature utili”. Una situazione tutt’altro che rara, soprattutto nelle materie tecniche.
Interpello scolastico, l’ultima chiamata quando le graduatorie non bastano
L’interpello scolastico è, in sostanza, l’ultima strada per una scuola che deve assegnare una supplenza e non trova insegnanti disponibili nelle graduatorie. Prima si scorrono le graduatorie provinciali per le supplenze, poi quelle d’istituto. Solo quando gli elenchi sono esauriti, oppure quando chi ne ha diritto rinuncia all’incarico, l’istituto può pubblicare un avviso aperto.
Da quel momento la procedura passa alla singola scuola, che indica posto disponibile, durata, requisiti richiesti, modalità per inviare la domanda e scadenza. La scelta viene fatta tra chi risponde all’avviso, seguendo i criteri fissati nel testo. Fuori dal mondo della scuola è uno strumento poco conosciuto.
Nelle segreterie, però, soprattutto tra settembre e novembre, è diventato una specie di rete di salvataggio. Serve a evitare che una classe resti troppo a lungo senza insegnante. Ma non sempre è sufficiente: alcune cattedre, come informatica, matematica e sostegno, restano difficili da coprire.
Chi può fare domanda e quali titoli servono
L’interpello non è riservato soltanto ai docenti già inseriti nelle graduatorie di Firenze. Le regole ministeriali per l’anno scolastico 2026/27 fissano però un ordine di precedenza. Prima vengono gli insegnanti abilitati; per il sostegno hanno priorità gli specializzati. Subito dopo ci sono i candidati con il titolo di studio che permette l’accesso alla seconda fascia delle graduatorie provinciali.
Per la scuola primaria, di norma, serve la laurea in Scienze della formazione primaria. Per la cattedra di informatica A041 al Balducci, invece, occorrono le lauree previste dalle norme per quella classe di concorso, con gli eventuali crediti richiesti.
Solo alla fine, e solo se l’avviso lo prevede in modo chiaro, la scuola può valutare anche candidati senza il titolo pieno di accesso, applicando altri criteri. Restano comunque esclusi i docenti che hanno già un contratto a tempo determinato in corso: un limite che restringe la platea dei disponibili proprio quando le scuole avrebbero bisogno di risposte rapide.
Domande, rinunce e punteggio: cosa controllare prima di accettare
La candidatura va inviata alla scuola entro la scadenza indicata nell’avviso, usando l’indirizzo di posta elettronica o PEC riportato nel documento pubblicato dall’istituto. Per gli avvisi di Pelago e Pontassieve, quindi, è necessario leggere i testi ufficiali e verificare termini, recapiti e allegati richiesti. Chi conosce la normativa scolastica consiglia di non spedire un curriculum generico: meglio indicare con precisione laurea, eventuali crediti formativi, abilitazioni, servizi già svolti e ogni altro elemento utile alla valutazione.
Prima di accettare, però, è bene leggere con attenzione tutte le condizioni. Chi ottiene un incarico tramite interpello e poi rinuncia, non prende servizio o lascia la supplenza va incontro alle stesse sanzioni previste per le supplenze ordinarie. C’è poi il nodo del punteggio: il servizio svolto senza il titolo di accesso, in linea generale, non viene valutato in graduatoria.
Fa eccezione la seconda fascia di infanzia e primaria su posto comune, dove il servizio può essere riconosciuto. Per un laureato in informatica che vive in zona e non aveva mai pensato all’insegnamento, la cattedra del Balducci di Pontassieve resta comunque un’occasione concreta: un anno intero di lavoro, vicino casa, in una scuola che ha ancora bisogno di un docente.






