Non è un’attrazione organizzata, non ci sono biglietti né pannelli esplicativi. Solo un masso nel bosco, a circa 500 metri di quota, con una lama piantata nella pietra. Chi ci arriva magari dopo una salita in mountain bike o una camminata tra sterrati e castagni, si trova davanti una piccola scena inattesa. Una meta insolita, vicina a Firenze, che richiama alla mente la più celebre abbazia di San Galgano, ma senza volerle assomigliare davvero.
La spada nella roccia di Pontassieve si trova nella zona di Bardellone, nei pressi di Poggio Bardellone, lungo il sentiero Cai 7, uno dei percorsi che salgono sulle alture sopra il paese. È un punto immerso nel bosco, segnalato soprattutto dal passaparola di escursionisti e frequentatori della zona. Non siamo davanti a un sito attrezzato: ci si arriva camminando, con un po’ di attenzione, seguendo i sentieri segnati.
A farla riconoscere non è solo la lama infilata nel masso. C’è anche un particolare che si nota avvicinandosi: alla base dell’elsa compare un ferro di cavallo fuso. “La prima volta rischi di passarci davanti senza accorgertene”, raccontano spesso gli appassionati di trekking del posto. Poi lo sguardo si ferma, e quel sasso qualunque diventa una piccola scoperta nel verde della Valdisieve.
Come raggiungerla: percorso, quota e indicazioni per orientarsi
Per arrivare alla spada di Bardellone bisogna salire verso le alture di Pontassieve, seguendo i sentieri in direzione di Poggio Bardellone e il tracciato del Cai 7. La quota è attorno ai 500 metri, ma il cammino può cambiare a seconda del punto di partenza, dello stato del terreno e della familiarità con la zona.
Chi non conosce questi boschi farebbe bene a preparare l’uscita prima di mettersi in cammino. Meglio consultare una carta escursionistica aggiornata o una traccia Gps affidabile. Non è un posto da cercare “a naso”: la vegetazione può nascondere alcuni passaggi e, dopo la pioggia, il fondo può diventare scivoloso. Conviene partire con abbastanza luce, acqua nello zaino e scarpe adatte. Poche cose, ma importanti.
La zona è battuta anche da chi va in mountain bike, soprattutto nel fine settimana. Camminatori e ciclisti spesso condividono gli stessi tratti di sentiero. Per questo è bene procedere con prudenza, fermarsi dove il passaggio si stringe e fare attenzione alle curve cieche. Il bosco resta un ambiente naturale, non un percorso turistico costruito su misura.
Origini e mistero: cosa si sa davvero della spada di Bardellone
Sulla origine della spada nella roccia di Bardellone non ci sono, almeno finora, ricostruzioni documentate che permettano di darle un significato antico o religioso. Diverso il caso della spada di San Galgano, legata alla tradizione medievale e a un preciso racconto devozionale. Quella sopra Pontassieve, invece, resta una curiosità locale. La conoscono soprattutto escursionisti, ciclisti e persone che l’hanno vista in foto o ne hanno sentito parlare.
Meglio quindi non tirare in ballo a tutti i costi Re Artù, Excalibur o le leggende cavalleresche. Il suo fascino sta proprio lì: nel mistero. C’è chi pensa a un’installazione lasciata da un privato, chi immagina un gesto creativo pensato per stupire chi passa. Ma senza fonti certe, restano ipotesi. “Non sappiamo chi l’abbia messa lì”, dicono diversi frequentatori della zona. E forse è anche per questo che continua a incuriosire.
Con il tempo la spada di Pontassieve è diventata una piccola meta per fotografie, soste durante le escursioni e brevi deviazioni dai sentieri principali. Nulla di ufficiale, appunto. Però il luogo si è fatto spazio nell’immaginario locale, come succede spesso alle scoperte minori: oggetti semplici, quasi nascosti, capaci di raccontare un territorio meglio di molte targhe.
Escursione in sicurezza: consigli per visitarla rispettando il bosco
Chi decide di cercare la spada nella roccia sui sentieri di Bardellone dovrebbe organizzarsi come per una normale escursione collinare. Servono scarpe con buona tenuta, vestiti adatti alla stagione, telefono carico e un controllo al meteo prima di partire. In autunno e in inverno la luce finisce presto. In estate, invece, il caldo e alcuni tratti più esposti possono farsi sentire più del previsto.
Serve anche rispetto. Il masso e la spada conficcata nella roccia non vanno danneggiati, forzati o usati per prove improvvisate. Lo stesso vale per ciò che c’è attorno: niente rifiuti, niente scorciatoie aperte nel sottobosco, niente segni sugli alberi. Regole semplici, ma decisive per lasciare il luogo com’è.
La visita può essere un buon modo per conoscere una parte meno frequentata della Valdisieve, a pochi chilometri da Firenze ma lontana dai percorsi più battuti. Non è un monumento, non è un sito attrezzato e non pretende di esserlo. È una deviazione curiosa tra i boschi di Pontassieve, una sorpresa lungo il cammino. Basta arrivarci preparati, guardarsi intorno e lasciare tutto al suo posto.






