Targa commemorativa per le Foibe a Pontassieve, PMLI: "Siamo rimasti gli unici ad opporsi"

Approvata in Consiglio comunale a Pontassieve una targa commemorativa per la "Tragedia delle Foibe". Partito Marxista Leninista si oppone alla decisione

Politica
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di Martina Stratini
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Recupero corpi foibe
Recupero corpi foibe © i.i.

Il 30 di marzo il consiglio comunale di Pontassieve ha approvato una mozione presentata dal consigliere Loreno Nenci ora al “Gruppo misto”, di collocare una targa commemorativa sulla cosiddetta “tragedia delle Foibe”.

La mozione è stata approvata con voto favorevole da tutto il PD e dai consiglieri della lista civica "Monica Marini Sindaca”. Un'astensione e zero voti contrari.

Con una nota stampa il Partito Marxista Leninista - sezione Valdisieve ha fatto sapere di essere assolutamente contrario all'iniziativa.

"Ad oggi siamo rimasti l'unico presidio organizzato - spiega il PMLI Valdisieve - ad opporci ed a denunciare questa pericolosa normalizzazione revisionista; auspichiamo però che le nostre denunce siano raccolte e rilanciate non solo dalle ANPI del territorio in maniera più forte e consistente, ma anche dalle tante antifasciste e dai tanti antifascisti che non vogliono rassegnarsi ad accettare passivamente questa inopportuna e dannosa “memoria condivisa” che finisce per cancellare le differenze fra oppressi ed oppressori, che infanga l'azione stessa dei partigiani e che continua sulla via della progressiva riabilitazione del fascismo storico e del neofascismo attuale, già presente nelle nostre istituzioni borghesi, che poi fanno a gara per esibire la propria inconsistente patente antifascista".

"Il fatto - conclude il gruppo -  che sia proprio l'Art.1 della legge 92 del 30 marzo 2004 che istituisce il “Giorno del Ricordo” a parlare di “tutte le vittime” ed a promuovere iniziative in tal senso non giustifica nulla, anzi conferma la necessità per gli antifascisti non solo di non celebrarlo, ma anche di costituire un quanto più largo possibile fronte unito per fare chiarezza sulla vicenda e per chiederne l'abolizione."

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