"Un esempio di ciò che tante donne sono costrette a subire", parla il Sindaco di Pontassieve

Cronaca
visibility382 - martedì 15 settembre 2020
di Martina Stratini
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Monica Marini, Sindaco di Pontassieve
Monica Marini, Sindaco di Pontassieve © Ok!Valdisieve

Parla per la prima volta in prima persona dopo quasi una settimana dall'accaduto il Sindaco di Pontassieve Monica Marini. A seguito della condivisione da parte del Sindaco di un post che dichiarava Salvini come "ospite non gradito a Pontassieve" e dell'episodio avvenuto a danno del Leader della Lega al suo arrivo a Pontassieve, Marini ha ricevuto un duro attacco sui Social di cui avevamo già precedentemente parlato (LEGGI QUI).

Il Sindaco di Pontassieve ha deciso di parlare in solidarietà a Monia Monni. La consigliera regionale del Partito Democratico ha, infatti, ricevuto nella giornata di ieri (14 settembre, ndr) offese sessiste da parte di Christian Braccini, consigliere della Lega del Comune di Scandicci. Trattamento simile a quello riservato a Monica Marini la scorsa settimana ad opera di molti utenti del Web.

"Scrivo solo oggi sulla vicenda della scorsa settimana, e lo faccio perché voglio esprimere tutta la mia vicinanza a Monia Monni, vittima ieri di offese sessiste su Facebook ad opera di un consigliere della Lega del Comune di Scandicci.

Come sapete, nei giorni scorsi, dopo la visita del Senatore Salvini a Pontassieve, mi sono trovata – su tutti i miei social, istituzionali e privati – sommersa di insulti, offese e minacce. “Sgualdrina comunista” “ti rovino” “crepa baldracca”, sono solo alcune delle parole che mi sono state rivolte.

Quanto subito da me e Monia in questi giorni, è solo un esempio di ciò che tante donne sono costrette a subire perché esprimono la propria idea, perché prendono posizione, e ci mettono la faccia.

Mi si è accusata di non essere il sindaco di tutti i cittadini, perché sul mio profilo privato (e non sulla pagina istituzionale) ho condiviso un post con la posizione presa da un gruppo politico che mi sostiene, ribadendo che Pontassieve è un luogo dell’accoglienza e dell’inclusione, in cui con la lotta di Resistenza sono state scritte pagine importanti della nostra Costituzione, è un luogo che crede nel principio dell’uguaglianza e in un'Europa dei cittadini e coltiva ogni giorno quei valori che una certa destra non solo non riconosce, ma denigra.

Mi scuso se qualcuno si è sentito non rappresentato, ma credo di aver dimostrato negli anni e con i fatti di essere sempre stata attenta alle esigenze e le istanze di tutte le parti politiche e di tutti i cittadini.

Un Sindaco deve amministrare la propria comunità e difendere quei valori fondamentali che la rappresentano. Se così non deve più essere, forse allora conviene non eleggere più i Sindaci e sostituirli con dei bravi funzionari pubblici.

Confesso che la cosa che mi ha ferita di più non sono state le offese pesanti e le minacce di morte, rivoltemi da persone sconosciute, spesso nascoste dietro profili falsi. Mi ha ferita molto di più leggere i commenti che lasciano ad intendere che, insomma, un po' me la sono cercata da parte di chi oramai ritiene che la giusta e libera espressione del proprio dissenso, in modo civile e senza offendere, sia una provocazione da evitare. Da chi preferisce tacere invece che indignarsi per tutto l’odio che viene diffuso ogni giorno. Temo che a forza di stare zitti, ci affogheremo in questo odio.

Sono stati giorni dolorosi, per me, per il mio compagno, per i miei genitori, per chi mi è vicino ogni giorno e per chi con me collabora, perché nonostante tutto, la sensazione di essere piccoli di fronte a tanta violenza è forte.

Ha ragione Monia nel rivendicare il suo essere arrabbiata, “perché questi individui non devono trovare spazi”, e non devono trovarli nemmeno sui social, che sempre più in queste occasioni, dimostrano di non esser fatti per la riflessione e il confronto, ma piuttosto per puntare il dito e rendere lo spazio pubblico una gogna. Per questo, in questi giorni, mi sono concentrata sugli impegni e sul lavoro da fare per amministrare il mio Comune, perché per contrastare questo imbarbarimento, l’arma migliore che abbiamo è lavorare con determinazione e ricercare sempre un confronto, riportando la politica nel mondo reale.

Per questo non ho commentato fino ad oggi qui su Facebook, ma ho sentito la necessità di affidare le mie parole e le mie riflessioni a quei luoghi della democrazia, fondamentali e spesso messi in secondo piano, che sono gli organi di stampa: i Social sono uno strumento importante e utilissimo per dare visibilità alle iniziative, per informare sulle attività dei territori, ma non oltre. E se non smettiamo di considerarli gli unici luoghi della discussione, non possiamo che assistere inermi all’imbarbarimento del pensiero e dei modi in cui lo si espone e, di conseguenza, a una riduzione della democrazia."
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