Serristori, il Comune incontra Asl: “Insoddisfatti per la situazione. Pronto soccorso necessario"

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di Martina Stratini
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Ospedale Serristori
Ospedale Serristori © ASL Toscana Centro

“Abbiamo espresso tutta la nostra insoddisfazione rispetto alla situazione attuale dell’Ospedale Serristori. Le risposte fornite dalla Asl rispetto agli impegni presi sono state fin qui insufficienti, al punto che abbiamo voluto questo incontro con l’assessore Bezzini per chiedere chiarezza sui tempi e soprattutto per ribadire che il Pronto soccorso è una necessità assoluta: in questo, l’Amministrazione è al fianco delle associazioni e di tutta la cittadinanza”. È il commento della sindaca Giulia Mugnai e dell’assessora alla Salute Arianna Martini al termine dell’incontro che si è tenuto stamani con i rappresentanti dell’Azienda Usl Toscana Centro e l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini per fare il punto sulla ripartenza delle attività all’Ospedale Serristori di Figline dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria. All’incontro, richiesto dai sindaci dei Comuni del Valdarno Fiorentino, hanno partecipato anche Piero Giunti, sindaco di Reggello, e Daniele Lorenzini, sindaco di Rignano sull’Arno.

“I segnali di apertura da parte della Usl raccolti durante l’incontro dell’agosto scorso finora non hanno avuto seguito”, proseguono Mugnai e Martini. “Il tavolo resta aperto, ma è tempo di misurare gli impegni presi con fatti concreti. A partire dalla ripartenza di tutti i servizi entro la fine dell’anno”.

“Da parte nostra, le richieste sono le stesse di tre mesi fa, sulle quali continuiamo a registrare risposte insoddisfacenti: chiediamo la riapertura del Pronto soccorso; il potenziamento dell’attività diagnostica e di medicina pediatrica; il potenziamento dei servizi di day service, in particolare in ambito cardiologico e urologico; la riapertura dell’odontoiatria; la completa attivazione della terza sala operatoria, per riprendere l’attività chirurgica a pieno regime; la riapertura del bar dell’ospedale”.

“Raccogliamo ogni giorno le difficoltà, anche logistiche, che le associazioni impegnate sul fronte dell’emergenza-urgenza riscontrano a mantenere il livello del servizio. In un momento storico di lenta ripresa dopo una grave pandemia, con un bacino di utenza potenziale di oltre 50mila abitanti,

un punto di Primo soccorso non può essere considerato sufficiente. Le risposte che attendiamo per il nostro Ospedale non devono essere rimandate ancora, abbiamo chiesto che siano concrete e rapide. Altrimenti siamo pronti a sostenere una battaglia al fianco dei cittadini”.

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