Jack, la storia del randagio che fu mascotte della Fortis

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visibility46 - martedì 12 ottobre 2021
di Aldo Giovannini
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Foto 1 © Archivio A.Giovannini

Dopo quasi un anno e mezzo di fermo, finalmente sono iniziati i campionati dilettanti ai quali anche la Fortis Juventus di Borgo san Lorenzo, nel suo 112esimo anniversario dalla fondazione (1909-2021) partecipa nel girone C dell’Eccellenza Toscana. Prima partita vinta, seconda partita persa, come vuole le sport; nessuno è imbattibile.

Ma qui non siamo a parlare il contesto tecnico, ma solamente di una piccola storia di cani che hanno caratterizzato nel tempo il paese mugellano. L’altro giorno il custode del campo sportivo, l’amico Salvatore Marino, proveniente dal napoletano, ci chiedeva la storia di una piccolissima lapide murata all’ingresso del campo sportivo ma ormai illeggibile dal tempo.

Gli abbiamo spiegato che fra gli anni ’20 e ’30 del ’900, un cane bastardo chiamato “Jack” era la mascotte della squadra biancoverde. Abitava in una cuccia che gli fu allestita dietro il muro degli spogliatoi, era sempre ai bordi del campo sia durante gli allenamenti che nelle partite ufficiali, abbaiando quando la Fortis andava a rete seguendo l’urlo di gioia dei tifosi.

Era buono, non dava noia a nessuno e anche gli arbitri lo tolleravano. Nelle foto ufficiali era sempre nel mezzo. Era divenuto una istituzione e quando morì fu sepolto in un campo dietro il “Romanelli”, e il nostro Amicare fece murare una piccolissima lapide dettando una semplice frase. “Jack, dei bianco verdi mascotte, ebbe e trasfuse una virtù, la fedeltà”. 

Il buon Salvatore, vedendo che ormai non si leggeva più nulla, ha voluto riportare alla luce le parole impresse. Una piccola storia, dicevamo, che va a collegarsi alla bellissima storia di Fido, che attese 12 anni il suo padrone, Carlo Soriani di Luco, morto nel bombardamento aereo del 30 dicembre 1943 e per il quale il comune borghigiano innalzò una statua a perenne ricordo. Da  “Jack” a “Fido”; storie di cani buoni e fedeli, che avrebbero davvero ancora tanto da insegnare.

Foto 1: 1929 – Giocatori e sportivi  in posa. con al centro sdraiato il cane Jack , accarezzato da Beppe Ravagli.

Foto 2: 1932 – La quadra bianco verde prima di una partita. Il cane Jack si intravede dietro le gambe di Oliviero Giannelli, settimo da sinistra. 

Foto 3: Salvatore Marino custode del campo sportivo Romanelli che ha ripreso le  parole della piccola lapide dedicata al cane   Jack. 

Foto 4: La piccola lapide sul muretto degli spogliatoio del “Romanelli”

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