Il progetto della variante alla Strada Statale 67 nel tratto compreso tra San Francesco e Dicomano torna al centro del dibattito istituzionale dopo il ricorso presentato dalla Regione Toscana al Tribunale Amministrativo Regionale. L’azione legale è stata avviata per chiedere l’annullamento del parere tecnico con cui il Ministero della Cultura ha negato il proprio concerto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale relativa alla cosiddetta “Variante di Rufina”.
Il sindaco di Rufina, Daniele Venturi, ha espresso sostegno all’iniziativa della Regione, sottolineando l’importanza strategica dell’infrastruttura per il territorio. Secondo il primo cittadino, la realizzazione della variante rappresenta un intervento atteso da molti anni e ritenuto fondamentale per migliorare la sicurezza della viabilità, favorire lo sviluppo economico locale e aumentare la qualità della vita dei residenti.
Il ricorso al TAR arriva dopo che, in sede di Commissione statale di Valutazione di Impatto Ambientale, il Ministero dell’Ambiente aveva espresso parere favorevole al progetto, mentre il Ministero della Cultura aveva manifestato l’unico parere tecnico negativo. Proprio questa divergenza di valutazioni ha portato la Regione Toscana a intraprendere un’azione amministrativa per contestare la decisione e chiedere una revisione del procedimento.
Venturi ha inoltre ringraziato il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni per aver promosso il ricorso. Il Comune di Rufina, ha spiegato il sindaco, ha mantenuto un dialogo costante con la Regione seguendo da vicino tutti gli sviluppi della vicenda e ribadendo la necessità di portare avanti il progetto.
Secondo l’amministrazione comunale, la variante alla SS67 rappresenta un’opera decisiva per risolvere criticità legate al traffico e alla sicurezza stradale in un’area particolarmente frequentata e attraversata da importanti collegamenti viari. Per questo motivo, conclude Venturi, il territorio continua a sostenere con forza la realizzazione dell’infrastruttura, ritenuta indispensabile per il futuro della Valdisieve.






