È partito il 2 ottobre da Rignano sull’Arno il viaggio in Toscana del progetto itinerante “Lenzuolo della Legalità”, iniziativa che attraversa l’Italia con l’obiettivo di mantenere viva la memoria delle vittime della mafia e promuovere una cultura della legalità. Rignano è il primo Comune toscano ad aver aderito al progetto e sottoscritto il lenzuolo.
All’incontro hanno partecipato Pippo Giordano, ex ispettore della Direzione investigativa antimafia e protagonista del progetto, il regista Ettore Zito, autore del docufilm “Non mi arrendo, la mafia non è un film”, e Emanuela Bassi, assessore con delega alla Legalità del Comune di Forlì, ente promotore dell’iniziativa.
La delegazione è stata ricevuta in Comune dal sindaco di Rignano sull’Arno, Giacomo Certosi, e ha successivamente incontrato alcuni rappresentanti delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio: Matteo Maria Berti, comandante della Polizia Locale di Rignano, Silvestro Genovese, comandante della Stazione dei Carabinieri di Rignano, e Matteo Del Sala, comandante del Nucleo Carabinieri Forestale di Reggello.
Nel corso dell’incontro, Giordano ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza professionale vissuta a Palermo, ricordando colleghi e compagni di lavoro impegnati in una città segnata dalla violenza mafiosa e dalle stragi di Capaci e via d’Amelio. Tra gli episodi raccontati anche un interrogatorio condotto insieme al magistrato Paolo Borsellino a un noto collaboratore di giustizia, il 17 luglio 1992, appena due giorni prima dell’attentato di via d’Amelio nel quale persero la vita Borsellino e gli uomini della sua scorta.
Al termine dell’iniziativa, il sindaco Certosi ha affidato a una frase il significato dell’adesione di Rignano al progetto: «La memoria di chi è caduto servendo lo Stato non muore mai, ma vive in chi lo sta servendo adesso». La frase è stata impressa sul Lenzuolo della Legalità, sul quale il sindaco ha apposto la propria firma a nome dell’intera comunità rignanese, seguito dagli altri rappresentanti presenti.
Le firme raccolte sul lenzuolo, la cui prima firmataria è Lucia Borsellino, figlia del magistrato, assumono così un valore simbolico legato alla memoria e all’impegno contro la mafia e ogni forma di illegalità.
Durante l’iniziativa è stata inoltre annunciata la futura proiezione a Rignano sull’Arno del docufilm di Ettore Zito. La pellicola, che nel mese di ottobre sarà presentata ufficialmente per la prima nazionale a Palermo, sarà successivamente proposta anche nel Comune toscano, nell’ambito delle attività concordate con l’amministrazione comunale.






