Pontassieve

Ponte Mediceo, al via il percorso di recupero tra sicurezza e tutela storica

La prima fase dell’intervento, finanziata con 1.100.000 euro, prevede l’avvio dei cantieri nella primavera del 2026 ed è dedicata...

Ponte pontassieve(1)

Il Ponte Mediceo che collega i comuni di Pontassieve e Pelago si avvia verso un importante intervento di recupero strutturale e restauro architettonico, frutto di una programmazione condivisa tra Regione Toscana e amministrazioni locali. Nella mattinata del 12 gennaio 2026 l’assessore regionale Filippo Boni ha effettuato un sopralluogo sull’infrastruttura, accompagnato dai rappresentanti dei due Comuni, per verificare direttamente lo stato dell’opera e le esigenze emerse dopo i recenti eventi alluvionali.

La visita segue lo stanziamento regionale di 2 milioni di euro, approvato nell’ultima settimana del 2025, destinato al consolidamento e al recupero del ponte, costruito nel 1555 e considerato un elemento di grande valore storico e identitario per l’intera Valdisieve. L’investimento complessivo sarà articolato in due lotti funzionali, con un cronoprogramma che si estenderà tra il 2026 e il 2027, e mira a risolvere le criticità strutturali che avevano imposto, dallo scorso marzo, la limitazione del transito al solo passaggio pedonale.

La prima fase dell’intervento, finanziata con 1.100.000 euro, prevede l’avvio dei cantieri nella primavera del 2026 ed è dedicata al consolidamento strutturale dell’opera. Questi lavori risultano propedeutici alla riapertura del ponte al traffico veicolare, seppur con l’esclusione dei mezzi pesanti, restituendo così una funzione essenziale alla viabilità locale. La seconda fase, programmata per il 2027, dispone di ulteriori 900.000 euro ed è finalizzata al restauro architettonico, con interventi mirati sui rivestimenti in pietra e laterizio per garantire la conservazione dell’integrità monumentale del manufatto.

Il finanziamento regionale è stato reso possibile grazie a un progetto redatto dall’ufficio tecnico associato dei Comuni di Pontassieve e Pelago, per un valore complessivo di circa 90.000 euro, e sostenuto da un articolato percorso di indagini conoscitive svolte nel corso del 2025. Le attività hanno coinvolto diversi enti specializzati, tra cui il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, la Soprintendenza, il Nucleo Sommozzatori di Genova e l’Università di Firenze, con particolare attenzione alla stabilità del pilone collocato nell’alveo fluviale.

Secondo le amministrazioni locali, l’intervento rappresenta un passaggio fondamentale per coniugare sicurezza, ripresa della circolazione stradale e tutela di un patrimonio storico di rilevanza sovracomunale, rafforzando il legame tra conservazione culturale e funzionalità infrastrutturale.

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