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La Fondazione Spadolini Nuova Antologia apre con “Carte in dimora”

Giornata dedicata alla messa in mostra dei fondi musicali della famiglia Spadolini

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il 8 ottobre alle ore 09:00
Apertura straordinaria della Fondazione Spadolini Apertura straordinaria della Fondazione Spadolini © ufficio stampa
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Sarà una giornata unica quella che la Fondazione Spadolini proporrà sabato 8 ottobre nella sua sede “Il Tondo dei Cipressi”, tra le meravigliose colline fiorentine che affacciano sulla città.

Aderendo alla II edizione della Giornata degli Archivi - promossa dall 'Associazione Dimore Storiche Italiane – quest'anno la Fondazione ha scelto il tema della musica, mettendo per la prima volta in mostra gratuita i Fondi musicali della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, a cominciare dal patrimonio di famiglia.

“Luigi Spadolini, nonno dello statista Giovanni -spiega il presidente della Fondazione Cosimo Ceccuti-, era appassionato di musica: lui stesso suonava il violino e custodiva gelosamente nella sala della casa di via Cavour un delizioso organo. Collezionava libretti antichi, come la tragedia lirica Beatrice di Tenda di F. Romani, musicata da Vincenzo Bellini, edita a Firenze nel 1866 (allora Capitale d'Italia) dalla Libreria teatrale di Angelo Romei”.

Manuali, enciclopedie, storie della musica, soprattutto libretti e spartiti nelle accurate e pressoché esclusive edizioni Ricordi del primo quindicennio del secolo XX: opere di Wagner e di Bizet, di Leoncavallo e Mascagni e tanti altri compositori classici.

La mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, con visite guidate ogni ora.

“Saranno esposti anche numeri della rivista mensile Ars labor. Musica e musicisti del 1910, diretta da Giulio Ricordi -continua Ceccuti- e locandine di spettacoli al Teatro Verdi come Amica di Pietro Mascagni, in scena il 7 maggio 1908”.

Una passione proseguita dal figlio Guido, padre di Giovanni, che fu noto incisore e che impegnò le notevoli capacità di disegnatore anche nell'adornare copertine di libretti musicali.

“Non di meno fece il Professore fiorentino, Giovanni Spadolini, che amava la musica, in particolar modo quella del periodo Risorgimentale -puntualizza il presidente-: fra tutti i testi che evidenziano la passione di Giuseppe Mazzini, Profeta dell'Unità nazionale, per gli strumenti musicali, in particolare la chitarra; ai libretti di nonno Luigi si aggiungono testi in bozze dell'Inno di Garibaldi e biografie di Goffredo Mameli, il giovanissimo autore delle parole dell'Inno nazionale. Nell'interesse dello storico, Giuseppe Verdi fu capace più di ogni altro di interpretare le attese patriottiche e libertarie di metà Ottocento, quando occorreva risvegliare la coscienza nazionale per spingere le masse a battersi contro gli austriaci per I 'indipendenza del Paese”.

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