Una macchina fotografica per raccontare ciò che si vede, ciò che cattura l’attenzione e ciò che conserva ancora un significato personale. È il principio alla base di “Catturare il presente quando il passato sfuma”, il progetto nato nel 2020 e oggi diventato un percorso nazionale promosso da Korian, che coinvolge circa 400 ospiti in 40 RSA distribuite in sei regioni italiane.
In Toscana l’iniziativa coinvolge la RSA Korian Frate Sole di Figline e Incisa Valdarno, dove gli ospiti partecipanti sono stati accompagnati in un laboratorio fotografico pensato per lasciare piena libertà di scelta su cosa fotografare. Il progetto è nato dalla tesi di laurea di Francesca Migliorati, oggi responsabile della gestione qualità della Residenza Vittoria, ed è stato sviluppato sotto la guida del professor Angelo Vigo dell’Accademia di Belle Arti Santagiulia.
Il laboratorio è rivolto a persone con diagnosi di Alzheimer o con forme severe di decadimento cognitivo. La fotografia digitale viene utilizzata come strumento immediato, che non richiede particolari competenze tecniche e può richiamare un gesto legato alla memoria corporea. Le educatrici accompagnano gli ospiti durante l’attività senza suggerire cosa inquadrare, lasciando che siano i partecipanti a decidere autonomamente soggetti e prospettive.
Gli scatti vengono successivamente analizzati mettendoli in relazione con la storia personale dei loro autori. Per ciascun partecipante vengono effettuate una valutazione MMSE, il Mini-Mental State Examination, e un’anamnesi sociale. L’obiettivo è cercare possibili connessioni tra le immagini, le esperienze di vita, il lavoro, gli affetti e le passioni delle persone coinvolte.
“Abbiamo scelto la fotografia perché fotografare è un gesto immediato e sicuro, che fa ancora parte della memoria corporea dei nostri ospiti”, spiega Francesca Migliorati, ideatrice del progetto. “Ci aiuta a vedere attraverso i loro occhi: che cosa vedono, che cosa cattura la loro attenzione, che cosa reputano degno di essere fotografato”.
Non tutti gli scatti, però, hanno necessariamente una spiegazione. In alcuni casi il collegamento con la storia dell’autore è risultato evidente, in altri più complesso, mentre alcune immagini sono rimaste prive di un’interpretazione univoca. Il progetto ha scelto di rispettare anche questa dimensione, riconoscendo che non ogni forma di espressione debba necessariamente essere tradotta o spiegata per essere accolta.
Un elemento emerso dal percorso riguarda inoltre la frequenza con cui gli ospiti hanno fotografato altre persone, in particolare residenti e operatori della struttura. Per ragioni legate alla privacy e alla tutela della dignità delle persone ritratte, queste immagini non sono state inserite nella mostra. Secondo i promotori, tuttavia, la loro presenza tra gli scatti racconta un dato significativo: lo sguardo dei partecipanti si è rivolto spesso verso gli altri, più che verso spazi vuoti.
Il progetto si inserisce nelle attività di sensibilizzazione sull’Alzheimer e sulle forme di demenza. Federico Guidoni, presidente e CEO di Clariane Italia, sottolinea la necessità di utilizzare nuovi strumenti di espressione e ascolto per riconoscere la soggettività delle persone con demenza, andando oltre ciò che la malattia ha progressivamente compromesso.
Sul valore del percorso è intervenuto anche il professor Marco Trabucchi, psichiatra, direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria. Secondo Trabucchi, anche nelle forme più avanzate di demenza possono rimanere tracce della storia personale, della memoria e dei significati costruiti nel corso della vita.
A conclusione del progetto, gli scatti selezionati realizzati dagli ospiti della RSA Korian Frate Sole saranno raccolti in una mostra aperta a familiari, caregiver e cittadini. Ogni fotografia sarà accompagnata da una scheda dedicata alla storia di vita del suo autore, con l’obiettivo di restituire alle immagini il loro possibile significato e, soprattutto, dare spazio allo sguardo delle persone che le hanno realizzate.






