Valdisieve

Femminicidio di Rufina, Manetti. “Memoria e giustizia per Eleonora”

L’assessora ha precisato di non voler entrare nel merito delle valutazioni tecniche espresse dai periti, ma ha evidenziato come la...

Cristina Manetti

La vicenda del femminicidio avvenuto a Rufina l’8 febbraio 2025 torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le conclusioni dei periti del tribunale, secondo cui Lorenzo Innocenti, accusato dell’omicidio di Eleonora, non sarebbe attualmente in grado di sostenere un processo. Una valutazione che ha riaperto il dibattito e il dolore all’interno della comunità locale e tra i familiari della vittima, ancora in attesa di una risposta giudiziaria.

Sulla vicenda è intervenuta l’assessora regionale alla cultura e alle pari opportunità, Cristina Manetti, che ha espresso vicinanza alla famiglia della giovane donna, sottolineando il peso di una tragedia che continua a segnare profondamente i suoi cari. Secondo Manetti, alla sofferenza per la perdita della figlia si aggiunge oggi l’angoscia legata all’assenza di una piena definizione giudiziaria della vicenda, una situazione che rende ancora più difficile il percorso di elaborazione del lutto per i genitori, la sorella e il figlio di Eleonora, il piccolo Dante.

L’assessora ha precisato di non voler entrare nel merito delle valutazioni tecniche espresse dai periti, ma ha evidenziato come la conclusione raggiunta nella fase peritale abbia inevitabilmente riaperto una ferita profonda non solo per la famiglia, ma anche per l’intera comunità che continua a chiedere verità e giustizia. Proprio per questo, Manetti ha contattato personalmente Elisabetta, sorella di Eleonora, per manifestare la vicinanza delle istituzioni regionali, e ha avuto un confronto con l’avvocato della famiglia, Mario Taddeucci Sassolini, per comprendere meglio gli sviluppi della fase giudiziaria.

Nel suo intervento l’assessora ha rivolto un pensiero anche al figlio della vittima, definito una delle vittime indirette della tragedia, la cui vita è stata profondamente segnata dagli eventi. Allo stesso tempo ha ricordato le amiche di Eleonora, Lara Cannoni e Monia Bonucci, che continuano a mantenerne viva la memoria.

Manetti ha inoltre richiamato il momento dell’inaugurazione della panchina rossa a Rufina nel primo anniversario della morte di Eleonora, sottolineando come la memoria non debba limitarsi a gesti simbolici ma tradursi in un impegno costante sul piano culturale e sociale. L’assessora ha ribadito che la lotta alla violenza contro le donne deve basarsi su azioni concrete, tra cui il rafforzamento dei centri antiviolenza, programmi educativi nelle scuole e un impegno condiviso delle istituzioni e della società civile.

In questo contesto, la Regione Toscana ha confermato il proprio sostegno alle iniziative di sensibilizzazione promosse da realtà impegnate nella diffusione della cultura del rispetto, tra cui la Fondazione Cecchettin. L’obiettivo, ha concluso Manetti, è trasformare l’indignazione suscitata da tragedie come questa in un impegno reale e continuativo, affinché episodi simili non si ripetano in futuro.

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