Brutta storia in famiglia ieri sera (lunedì) a Pelago. La storia di un figlio che (per precedenti analoghi) ha il divieto di avvicinarsi alla casa dei genitori. Ma che invece si è recato lo stesso presso l’abitazione, armato di un grosso coltello. A dare l’allarme, spiega una nota dei Carabinieri, sono stati i coniugi in quanto il figlio, che ha il divieto di avvicinarsi a loro, si era presentato presso l’abitazione e non voleva andare via. I Carabinieri di Pontassieve, intervenuti presso l’abitazione, hanno chiarito la situazione che si era venuta a creare. Nella circostanza, il figlio, F.M. di 38 anni, arrestato il 26 agosto 2016 per maltrattamenti nei confronti dei genitori, il 13 aprile di quest’anno aveva ottenuto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con l’obbligo del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai genitori e dal divieto d’ingresso nell’intero territorio del comune di Pelago. Da quella data il 38enne è stato accolto presso una comunità di Firenze dalla quale però si è allontanato giovedì (primo giugno), decidendo di tornare nell’abitazione dei genitori per restarci. I Carabinieri, quindi, hanno tranquillizzato i due coniugi ed allontanato il figlio. Dopo neanche 15 minuti, però, il figlio si è ripresentato sotto la casa familiare, armato di coltello, con la pretesa di entrare a casa. A questo punto i militari dell’Arma intervenuti, con difficoltà, hanno disarmato e bloccato l’uomo. Il 38enne è stato arrestato per inosservanza alle prescrizioni imposte con la misura cautelare, porto abusivo di oggi atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale. Di seguito la nota che era stata diffusa nell’agosto 2016, dopo il suo (primo) arresto:
Nella giornata di ieri (agosto 2016) intorno alle 13:00 una telefonata al numero del pronto intervento dei carabinieri segnalava una lite in famiglia. Una pattuglia della Tenenza di Pontassieve si portava immediatamente presso l’abitazione segnalata nella frazione San Francesco del comune di Pelago. I militari intervenuti si precipitavano all’interno dell’abitazione dove trovavano una coppia di coniugi in evidente stato di agitazione, con le facce stravolte dalla paura ed il respiro ancora affannoso. L’uomo, che poco prima aveva chiesto aiuto al telefono, raccontava che al culmine dell’ennesima discussione familiare, il figlio improvvisamente aveva afferrato un grosso coltello da cucina e puntandoglielo contro lo aveva minacciato di morte. Il giovane, un trentasettenne fiorentino con problemi di droga ed un trascorso difficile, all’arrivo dei militari si rifugiava nella sua camera all’interno del piccolo appartamento. Ai militari che cercavano di disarmarlo, in un primo momento, diceva di non avere più il coltello e di averlo buttato via, successivamente i carabinieri ispezionando la stanza rinvenivano il coltellaccio all’interno della borsa che il giovane aveva con se. Dentro la borsa c’era anche un pezzo d’hascisc e in un cassetto del comodino un cucchiaio da cucina bruciato nella parte inferiore, oltre ad un astuccio metallico con della polvere bianca che il giovane dichiarava subito essere bicarbonato da lui usato per purificare dalla sostanza da taglio l’eroina che assume. Il coltello della lunghezza complessiva di 32 cm e tutto il materiale rinvenuto venivano posti sotto sequestro; il giovane, già indagato dai carabinieri della Tenenza di Pontassieve, vista la gravità del gesto compiuto, veniva dichiarato in arresto per l’ennesimo episodio di maltrattamenti in famiglia. Avvisato dell’arresto, il PM di turno presso la Procura della Repubblica di Firenze, dott. Ferrigno, disponeva l’accompagnamento dell’uomo presso la casa circondariale di Sollicciano, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto e dell’interrogatorio di garanzia






