Gli scout dell’AGESCI Valdarno intervengono con una presa di posizione pubblica sull’escalation militare in Medio Oriente e sul rischio di coinvolgimento dell’Europa e dell’Italia. L’associazione educativa giovanile, che si propone di formare le persone secondo i principi dello scautismo, sottolinea come la guerra non debba essere considerata inevitabile e richiama all’urgenza di scegliere la via della pace.
Secondo AGESCI, l’uso crescente della forza militare come prima risposta alle crisi internazionali produce vittime civili, erosionando il diritto internazionale e privilegiando logiche di potere su quelle di tutela delle persone. Gli scout ribadiscono che ogni scelta conta e che la loro missione educativa richiede che si operi concretamente per la pace.
In particolare, AGESCI Valdarno chiede alle istituzioni italiane ed europee di:
- Rispettare la Costituzione e il diritto internazionale, evitando qualsiasi coinvolgimento in operazioni militari contrarie a questi principi.
- Promuovere una diplomazia dei diritti, sostenendo le società civili e le popolazioni oppresse attraverso strumenti pacifici e non con i bombardamenti.
- Assumere un ruolo attivo di mediazione in Europa, costruendo un fronte diplomatico comune volto al cessate il fuoco e alla tutela dei civili.
- Non cedere alle retoriche della guerra inevitabile, superando logiche di regime change o anticipazione strategica che generano instabilità e sofferenza.
- Rispettare le norme sulla vendita di armi, in coerenza con la legge italiana 185/90.
Gli scout sottolineano che la guerra lascia tracce profonde nel mondo che i bambini e i ragazzi stanno costruendo e che l’educazione alla pace non basta se le scelte politiche vanno in direzione opposta.
AGESCI Valdarno conclude: “Lo dobbiamo alle nuove generazioni. Lo dobbiamo noi, che le stiamo educando”.






